Contratto ACEA


INDICE

Premessa        pag.  3
Campo di applicazione del contratto    pag.  5
Decorrenza e durata      pag.  5
Procedura di rinnovo del contratto    pag.  5
Distribuzione del contratto     pag.  6

PARTE GENERALE
Sez. 1   – Sistema di relazioni sindacali   pag.  7
Sez. 2   – Diritti sindacali     pag.  8

PARTE COMUNE
Sez. 1   – Assunzione      pag. 12
Sez. 2   – Classificazione     pag. 18
Sez. 3   – Orario di lavoro     pag. 26
Sez. 4   – Trattamento economico    pag. 35
Sez. 5   – Casi di assenza     pag. 38
Sez. 6   – Provvedimenti disciplinari    pag. 48
Sez. 7   – Ambiente di lavoro     pag. 52
Sez. 8   – Appalti      pag. 53
Sez. 9   – Disposizioni diverse    pag. 54
Sez. 10 – Estinzione del rapporto    pag. 57
Sez. 11 – Reclami e controversie    pag. 59

PARTE SPECIALE
Sez. 1   – Impiegati e quadri     pag. 60
Sez. 2   – Operai      pag. 66

Allegato: retribuzioni mensili     pag. 78
Allegato: verbale contratti a tempo determinato  pag. 79


 PREMESSA

A) Il presente contratto collettivo di lavoro, nell'assumere come proprio lo spirito del “Protocollo sulla politica dei redditi e dell'occupazione, sugli assetti contrattuali, sulle politiche del lavoro e sul sostegno al sistema produttivo” del 23 luglio 1993, ne realizza, per quanto di competenza, le finalità e gli indirizzi in tema di relazioni sindacali:

•  attribuendo alla autonomia collettiva delle Parti una funzione primaria per la gestione delle relazioni di lavoro mediante lo sviluppo del metodo partecipativo ai diversi livelli e con diversi strumenti al quale le Parti riconoscono un ruolo essenziale nella prevenzione del conflitto;
•  regolando l'assetto della contrattazione collettiva in funzione di una dinamica delle relazioni di lavoro medesime tale da consentire ai lavoratori benefici economici commisurati allo sviluppo dell'impresa e ad una gestione corretta e programmabile del costo del lavoro nonché tale da sviluppare e valorizzare pienamente le opportunità offerte dalle risorse umane.

Di conseguenza le parti concordano sull’opportunità di definire una regolamentazione contrattuale che assicuri a ACEA TELEFONICA S.p.A., nella delicata fase di avvio e di progressivo consolidamento delle attività, un quadro di flessibilità organizzativa ed economicità adeguato alla continua evoluzione tecnologica ed alla competitività che caratterizzano l’attività delle telecomunicazioni.
Le Parti infatti riconoscono che il dimensionamento ottimale di tali fattori, che incidono in termini significativi sulla reale competitività aziendale, evidenzia la necessità di poter contare:
- su dinamiche di costo e su flessibilità di prestazioni coerenti con la specificità del settore e con la delicata fase di avvio del servizio;
- su un assetto contrattuale allineato con la concorrenza per gli aspetti economici e normativi nella gestione dei rapporti di lavoro dei propri dipendenti e per il sistema aziendale di relazioni sindacali.
 Ciò posto le Parti dichiarano di perseguire l’obiettivo di traguardare evolutivamente l’attuale inquadramento delle aziende di telecomunicazioni nel C.C.N.L. per i lavoratori addetti all’industria metalmeccanica privata, nella prospettiva di un nuovo contratto collettivo nazionale per le aziende che operano nel settore delle telecomunicazioni e concordano pertanto sul valore transitorio del presente contratto.

B) Le Parti si impegnano, altresì, a garantire il funzionamento del sistema di relazioni sindacali e contrattuali secondo i termini e le procedure indicate nel presente contratto dandosi nel contempo atto che la loro puntuale applicazione è condizione indispensabile per mantenere le relazioni sindacali entro le regole fissate.

C) Al sistema contrattuale così disciplinato corrisponde l'impegno delle Parti di rispettare e far rispettare per il periodo di validità le clausole del presente contratto collettivo e le eventuali intese raggiunte a livello aziendale sulle materie alle quali il contratto stesso fa esplicito rinvio. A tal fine l’azienda è impegnata ad adoperarsi per l'osservanza delle condizioni pattuite mentre le Organizzazioni dei lavoratori si impegnano a non promuovere e a intervenire perché siano evitate azioni o rivendicazioni intese a modificare, integrare, innovare quanto ha formato oggetto di intese a livello generale con il  presente contratto e a livello aziendale.

D) La contrattazione integrativa riguarderà materie e istituti diversi e non ripetitivi rispetto a quelli propri del Contratto Collettivo di lavoro e verrà pertanto svolta per le materie stabilite dalle specifiche clausole di rinvio del presente contratto, in conformità ai criteri e alle procedure ivi indicate.

E) In applicazione dell’Accordo Interconfederale 20 dicembre 1993, sono titolari della contrattazione in sede aziendale, negli ambiti, per le materie e con le procedure e i criteri stabiliti dal presente contratto, le strutture territoriali delle Confederazioni stipulanti e/o i loro delegati. Le parti precisano che  competenti a costituire le Rappresentanze Sindacali Unitarie sono i soggetti firmatari del presente contratto.
F) Il presente contratto collettivo di lavoro, da valere su tutto il territorio nazionale, è stato stipulato sulla base di questa premessa, che ne costituisce parte integrante.

CAMPO DI APPLICAZIONE DEL CONTRATTO
Il presente contratto collettivo di lavoro si applica a tutti i dipendenti operanti nelle sedi della ACEA TELEFONICA S.p.A.

DECORRENZA E DURATA
In applicazione di quanto previsto dal Protocollo 23 luglio 1993, in considerazione della prima applicazione, salve le decorrenze particolari previste per i singoli istituti, il presente contratto decorre dal 1° giugno 2000 e avrà validità fino a1 30 giugno 2002.
Il contratto si intenderà rinnovato, secondo la durata di cui al citato Protocollo, se non disdetto tre mesi prima della scadenza, con raccomandata a.r.. In caso di disdetta - e salvo quanto previsto al successivo comma - il presente contratto sarà applicato sino al successivo rinnovo.
Fermo restando quanto convenuto al punto A della Premessa, le Parti si incontreranno entro i tre mesi successivi alla stipula del Contratto di Settore Telecomunicazioni per verificare le modalità del passaggio al suddetto contratto, le armonizzazioni che si renderanno necessarie ed anche in relazione alla durata del contratto stesso.

PROCEDURA DI RINNOVO DEL CONTRATTO
La Parte che ha dato disdetta del contratto presenterà le proposte per un nuovo accordo in tempo utile per consentire l'apertura delle trattative tre mesi prima dalla scadenza del contratto.
La Parte che ha ricevuto le proposte di rinnovo dovrà dare riscontro entro venti giorni decorrenti dalla data di ricevimento delle stesse.
Durante i tre mesi antecedenti e nel mese successivo alla scadenza del contratto e comunque per un periodo complessivamente pari a quattro mesi dalla data di presentazione della piattaforma di rinnovo le Parti non assumeranno iniziative unilaterali né procederanno ad azioni dirette.
Le Parti si danno atto che in caso di mancato accordo dopo tre mesi dalla data di scadenza del contratto e comunque dopo tre mesi dalla data di presentazione della piattaforma di rinnovo, se successiva alla scadenza del contratto, verrà corrisposto ai lavoratori dipendenti un apposito elemento provvisorio della retribuzione denominato indennità di "vacanza contrattuale" secondo le modalità e i criteri specificatamente previsti nel Protocollo 23 luglio 1993.
La violazione del periodo di raffreddamento come definito al terzo comma del presente articolo comporta come conseguenza a carico della Parte che vi ha dato causa l'anticipazione o lo slittamento di tre mesi del termine a partire dal quale decorre la suddetta indennità di vacanza contrattuale secondo quanto previsto dal citato Protocollo.

DISTRIBUZIONE DEL CONTRATTO
L'azienda distribuirà a ciascun lavoratore all’atto dell’assunzione una copia del presente contratto collettivo di lavoro.
 Sez. 1 - SISTEMA DI RELAZIONI SINDACALI

Art. 1 (Relazioni sindacali)
1. Annualmente, entro il primo quadrimestre, si terrà un incontro in sede nazionale nel corso del quale ACEA TELEFONICA S.p.A. renderà ai Sindacati stipulanti informazioni globali riferite all'evoluzione tecnologica del settore delle telecomunicazioni, al posizionamento dell'azienda, alle linee generali di andamento economico-produttivo e alle prevedibili implicazioni sull'andamento della occupazione e sulle  tipologie di contratto utilizzate.
2. Fermo restando quanto previsto dall'Accordo Interconfederale 20 gennaio 1993 e successive intese, ACEA TELEFONICA S.p.A. e le Organizzazioni sindacali stipulanti riconoscono concordemente che la valorizzazione professionale delle risorse umane è essenziale ai fini della competitività aziendale e del miglioramento qualitativo dell'occupazione.
3. E' pertanto obiettivo condiviso la valorizzazione delle potenzialità occupazionali del mercato del lavoro, con riferimento anche al personale femminile, nell'intento di facilitare - pur nel rispetto delle prioritarie esigenze tecnologiche, organizzative e professionali nel settore delle telecomunicazioni e di una azienda in fase di avvio nel competitivo mercato di riferimento - l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro e consentire maggiori opportunità per l’impiego dei lavoratori.

Art. 2 (Prestazioni indispensabili)
1. Le prestazioni indispensabili per garantire la libertà di comunicazione ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 1 della L. 12 giugno 1990, n. 146 ("Norme sull'esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali") saranno individuate, con le relative modalità attuative, dalle Parti con apposito accordo entro il 31 dicembre 2000. Fino a tale intesa, considerate le particolari esigenze legate alla fase di avvio, l’azienda, in caso di proclamazione di sciopero, nel rispetto delle normative sul preavviso, comunicherà tempestivamente alle Organizzazioni sindacali stipulanti le aree e le posizioni di lavoro indispensabili da esonerare, per garantire l’operatività del servizio.
 Sez. 2 – DIRITTI SINDACALI

Art. 1 (Assemblea)
1. L’esercizio del diritto di assemblea di cui all’art. 20 della L. 20 maggio 1970, n. 300, avverrà corso nel rispetto delle seguenti modalità:
1) la convocazione sarà comunicata alla Direzione con preavviso di due giorni e con l’indicazione specifica dell’ordine del giorno e dei nominativi dei dirigenti esterni del sindacato che eventualmente intendano partecipare all’assemblea;
2) Le Organizzazioni sindacali stipulanti e/o le Rappresentanze sindacali unitarie convocheranno l'assemblea retribuita possibilmente alla fine o all'inizio dell’orario di lavoro, fermo restando quanto previsto alla lett. a), punto 4, Parte prima, dell'Accordo Interconfederale 20 dicembre 1993;
3) Le Organizzazioni sindacali dei lavoratori e/o le Rappresentanze sindacali unitarie, nel convocare assemblee retribuite di gruppi di lavoratori da tenersi durante l'orario di lavoro, dovranno tenere conto delle esigenze afferenti la continuazione della normale attività degli altri lavoratori non interessati all'assemblea stessa;
4) Quando nell'unità produttiva il lavoro si svolge a turni, l'assembla può essere articolata in due riunioni nella medesima giornata;
5) Lo svolgimento delle riunioni durante l'orario di lavoro dovrà aver luogo comunque con modalità che tengano conto dell'esigenza di garantire la sicurezza delle persone, la salvaguardia degli impianti e il corretto svolgimento delle attività di assistenza alla clientela.
2. Le particolarità di svolgimento e di attuazione di quanto previsto ai punti 4) e 5) del comma precedente saranno definite con la direzione aziendale, contestualmente alla comunicazione di cui al punto 1.

Art. 2 (Diritto di affissione)
1. Il diritto di affissione è regolato dall'art. 25 della L. 20 maggio 1970, n. 300.
 Art. 3 (Locali)
1. Nelle unità produttive con almeno duecento dipendenti, in adempimento dell’art. 27, L. 20 maggio 1970, n. 300, sarà posto a disposizione delle Organizzazioni sindacali stipulanti un idoneo locale comune all’interno dell’unità stessa o nelle sue immediate vicinanze.

Art. 4 (Permessi per motivi sindacali)
1. Ai lavoratori che siano membri degli organi direttivi nazionali e provinciali delle Organizzazioni sindacali stipulanti potranno essere concessi brevi permessi retribuiti, fino a 24 ore per ciascun trimestre solare, per il disimpegno delle loro funzioni, quando l’assenza dal lavoro venga espressamente richiesta per iscritto dalle Organizzazioni predette e garantito comunque in ogni area il normale svolgimento dell’attività produttiva.
2. L’appartenenza agli organismi sopra indicati e le variazioni relative dovranno essere comunicate per iscritto dalle Organizzazioni sindacali all’azienda.
3. I componenti delle Rappresentanze sindacali unitarie - come regolati e individuati dall'Accordo Interconfederale 20 dicembre 1993 - hanno diritto, per l’espletamento del loro mandato, a permessi in conformità a quanto previsto dagli artt. 23 e 24 della L. 20 maggio 1970, n. 300.
4. La nomina, a seguito di elezione, designazione o sostituzione dei componenti delle Rappresentanze sindacali unitarie, una volta definiti gli eventuali ricorsi, sarà comunicata per iscritto alla direzione a cura delle Organizzazioni sindacali.
5. I permessi di cui al presente articolo non sono cumulabili con quelli che dovessero derivare da disposizioni di legge o da accordi sindacali.

Art. 5 (Aspettativa per cariche elettive o per motivi sindacali)
1. Per l’aspettativa dei lavoratori chiamati a funzioni pubbliche elettive o a ricoprire cariche sindacali provinciali e nazionali si applicano le disposizioni di cui all’art. 31 della L. 20 maggio 1970, n. 300.
2. Ai lavoratori chiamati a funzioni pubbliche elettive si applica la normativa in tema di permessi di cui all’art. 32 della L. 20 maggio 1970, n. 300.
 Art. 6 (Versamento dei contributi sindacali)
1. L'azienda provvederà alla trattenuta dei contributi sindacali ai dipendenti che ne facciano richiesta, a favore delle Confederazioni stipulanti o di organizzazioni loro aderenti, mediante delega debitamente sottoscritta dal lavoratore e consegnata o fatta pervenire all'azienda dal lavoratore stesso.
2. Le deleghe avranno validità permanente salvo revoca che può intervenire in qualsiasi momento.
3. Con la retribuzione del mese di febbraio di ogni anno la Direzione provvederà a inserire nella busta paga di tutti i dipendenti un modulo di delega per la riscossione dei contributi sindacali.
4. La delega rilasciata dal lavoratore dovrà contenere l'indicazione delle Organizzazioni sindacali cui l'azienda dovrà versare l'importo della trattenuta mensile che viene commisurato all’uno per cento del minimo contrattuale base  del singolo lavoratore in vigore nel mese di febbraio di ciascun anno per tredici mensilità all'anno.
5. Il lavoratore che intende revocare la delega dovrà dichiararlo in calce a tale modulo. Se lo stesso indicherà una diversa Organizzazione sindacale si intenderà revocata la delega precedente.
6. Su richiesta congiunta delle Organizzazioni sindacali la raccolta delle deleghe potrà avvenire mediante l'utilizzazione di un modulo - da inserire nella busta paga - suddiviso in due parti, la prima delle quali contenente l'indicazione del Sindacato beneficiario del contributo sarà rimessa da ciascun lavoratore al Sindacato prescelto e la seconda contenente la delega vera e propria, ma senza l'indicazione del Sindacato cui devolvere il contributo stesso, sarà rimessa all'azienda.
7. L'importo delle trattenute sarà versato mensilmente dall'azienda secondo le indicazioni che verranno fornite per ciascun anno dalle Organizzazioni sindacali interessate. Eventuali variazioni nel corso dell'anno delle modalità di versamento dovranno essere comunicate per iscritto con preavviso di almeno tre mesi.
8. Con cadenza semestrale l’azienda fornirà a ciascuna Organizzazione sindacale l'indicazione numerica aggregata per livelli di inquadramento dei rispettivi iscritti e le relative somme.
 Art. 7 (Affissione del contratto)
1. Il presente contratto di lavoro sarà affisso in ogni sede aziendale.

Art. 8 (Informazione e consultazione dei lavoratori nelle imprese di dimensione comunitaria)
1. Le Parti fanno riferimento, ove ne ricorrano i presupposti, all'Accordo Interconfederale 26 novembre 1996 di recepimento della Direttiva comunitaria 94/45 CE.

Dichiarazione a verbale alla Sezione 2 della Parte generale
Le Parti si danno reciprocamente atto che le funzioni attribuite per legge e/o per contratto collettivo alle Rappresentanze sindacali aziendali vengono esercitate dalle Rappresentanze sindacali unitarie. Le stesse risultano pertanto titolari di tutti i relativi diritti e delle tutele previste dalle leggi e dagli Accordi Interconfederali.
ACEA TELEFONICA S.p.A. e le Organizzazioni sindacali stipulanti si incontreranno per adeguare le normative del presente contratto ad eventuali interventi legislativi in materia.
 Sez. 1 - ASSUNZIONE

Art. 1 (Assunzione)
1. L'assunzione dei lavoratori è fatta in conformità alle norme di legge.
2. L'azienda nella stipulazione del contratto di lavoro potrà ricorrere, oltre che alla forma del contratto a tempo pieno e indeterminato, alle altre forme consentite dalla normativa, nei limiti e alle condizioni fissate dalle leggi e dal presente accordo.
3. All'atto dell'assunzione l'azienda comunicherà al lavoratore per iscritto:
1) la data di inizio del rapporto di lavoro;
2) la sede o l’area in cui presterà la sua opera;
3) la categoria professionale cui viene assegnato sulla base del sistema di classificazione definito nel presente contratto, la qualifica e la retribuzione;
4) la Sezione della Parte speciale che gli viene applicata;
5) la durata dell'eventuale periodo di prova;
6) le altre indicazioni richieste dalla legge e le eventuali specifiche condizioni concordate.
4. Prima dell'assunzione il lavoratore potrà essere sottoposto a visita medica.

Art. 2 (Contratto di lavoro part-time)
1. Le Parti convengono sul principio che il lavoro a tempo parziale può costituire uno strumento funzionale alla flessibilità e all'articolazione della prestazione di lavoro, in quanto applicato in rapporto alle esigenze dell'impresa e all'interesse del lavoratore e amministrato secondo criteri di proporzionalità diretta di tutti gli istituti normativi ed economici se compatibili con le sue particolari caratteristiche.
2. Il lavoro a orario ridotto potrà svilupparsi su base giornaliera, settimanale, mensile e annuale. Contratti di lavoro a tempo parziale con superamento dell'orario legale giornaliero, ma -inferiore a quello contrattuale settimanale, potranno essere stipulati anche al fine di consentire una maggiore utilizzazione degli impianti.
3. Il contratto di lavoro a tempo parziale deve essere stipulato per iscritto. In esso devono essere indicate, oltre a quanto previsto dal 3° comma dell'art. 1 della presente Sezione, l'orario di lavoro e la sua distribuzione anche articolata nell'arco dell'anno.
4. Fatte salve le esigenze tecnico-organizzative l'azienda valuterà l'accoglimento di richieste per la trasformazione di rapporti di lavoro a part-time entro il limite del due per cento del personale in forza a tempo pieno.
5. In caso di trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno in rapporto di lavoro a tempo parziale lo stesso potrà avere durata predeterminata, di norma non superiore a 24 mesi. La relativa comunicazione all'interessato sarà fornita entro 45 giorni dalla richiesta.
6. Nel caso di cui al comma precedente è consentita, ai sensi dell'art. 23 della L. 28 febbraio 1987, n. 56, l'assunzione di personale con contratto a tempo determinato per completare il normale orario di lavoro giornaliero, settimanale, mensile o annuale fino a quando l'interessato osserverà l’orario ridotto.
7. Per i lavoratori il cui rapporto di lavoro a tempo parziale prevede una prestazione pari a 40 ore settimanali, il lavoro eccedente l’orario concordato tra azienda e lavoratore sarà contenuto nel limite massimo di 8 ore settimanali con riconoscimento di una maggiorazione della retribuzione pari a quella dei lavoratori a tempo pieno.
8. Per i lavoratori a tempo ridotto la cui prestazione è inferiore alle 40 ore settimanali, il lavoro eccedente l'orario concordato è consentito, fino al raggiungimento delle 40 ore settimanali e per una quantità mensile non superiore al 50% della normale prestazione nel mese. Tale lavoro sarà compensato con una maggiorazione del 10%.
9. In caso di assunzione di personale a tempo pieno è riconosciuto il diritto di precedenza nei confronti dei lavoratori con contratto a tempo parziale, a parità di mansioni e fatte salve le esigenze tecnico-organizzative.
Nota a verbale
A seguito della pubblicazione del Decreto Legislativo in materia di lavoro a tempo parziale, le Parti si impegnano ad incontrarsi per procedere all’ adeguamento della normativa in materia.
 

Art. 3 (Contratto di lavoro a tempo determinato)
1. Ai sensi e per gli effetti dell'art. 23 della L. 28 febbraio 1987, n. 56, ACEA TELEFONICA S.p.A. e le Organizzazioni sindacali stipulanti concordano che l'apposizione di un termine alla durata del contratto di lavoro, oltre che nei casi previsti dalle leggi vigenti in materia, è consentita nelle sottoindicate ipotesi:
1) quando l'assunzione abbia luogo per l'esecuzione di un'opera, di un servizio o di un appalto definiti o predeterminati nel tempo;
2) per punte di più intensa attività derivanti dall'acquisizione di commesse, dall’avvio di nuove strutture, reti o unità produttive e/o da campagne promozionali o di lancio di nuovi prodotti che, per volumi o termini di esecuzione, non sia possibile realizzare in base al normale organico e ai normali programmi di lavoro;
3) per l'effettuazione di attività di installazione o montaggio soggette a particolari condizioni climatico-ambientali che non consentono la protrazione delle lavorazioni in altro periodo dell'anno;
4) per l'esecuzione di particolari commesse che per la specificità del prodotto ovvero delle lavorazioni richiedono l'impiego di professionalità e specializzazioni diverse da quelle normalmente impiegate;
5) quando l'assunzione abbia luogo per sostituire lavoratori assenti per ferie, in aspettativa o in congedo;
2. Il numero massimo di lavoratori che possono contemporaneamente essere assunti con contratto di lavoro a termine, per le ipotesi sopraindicate ai punti 1, 2, 3 e 4, è pari all’otto per cento del numero dei lavoratori occupati.
3. Le frazioni derivanti dall'applicazione della percentuale di cui al comma precedente saranno arrotondate all'unità superiore.
4. Qualora se ne ravvisi la necessità il limite di cui al 2° comma può essere elevato con accordo sindacale in funzione di specifiche esigenze aziendali.
5. La Direzione comunicherà alle Organizzazioni sindacali il numero dei lavoratori interessati e le fattispecie utilizzate fra quelle sopraindicate.
 
 
 

Art. 4 (Contratto di lavoro ripartito - “Job sharing”)
1. Le Parti, in coerenza con l'obiettivo, dichiarato nella Premessa del presente contratto, individuano il contratto di lavoro ripartito tra gli strumenti atti ad assicurare, nel rispetto delle norme e degli accordi, flessibilità organizzativa adeguata al contesto tecnologico e competitivo che caratterizza il settore delle telecomunicazioni.
2. Il contratto di lavoro ripartito verrà introdotto in via sperimentale per la durata del presente contratto.
3. Il contratto di lavoro ripartito è un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato o determinato nei casi previsti, stipulato per iscritto tra l’azienda e due lavoratori solidamente responsabili per la fornitura globale della prestazione pattuita.
4. Il contratto deve indicare la misura percentuale e la collocazione temporale del lavoro giornaliero, settimanale, mensile o annuale che si prevede venga svolto da ciascuno dei lavoratori interessati, ferma restando la possibilità per gli stessi lavoratori di determinare discrezionalmente, in qualsiasi momento, la sostituzione ovvero la modificazione consensuale dell’orario di lavoro.
5. Conseguentemente, la retribuzione verrà corrisposta a ciascun lavoratore in proporzione alla quantità di lavoro effettivamente prestato.
6. I lavoratori devono informare preventivamente il datore di lavoro sull’orario di lavoro di ciascun lavoratore con cadenza almeno settimanale.
7. Gli accordi individuali possono prevedere che il datore di lavoro legittimamente pretenda l’adempimento dell’intera prestazione dovuta da ciascuno dei lavoratori solidamente obbligati.
8. Per quanto riguarda il trattamento economico e normativo del contratto in questione, si fa riferimento alla circolare del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale n° 43 del 7 aprile 1998. Tenuto conto della tipicità di tale rapporto di lavoro, le parti definiranno una puntuale disciplina di specifici istituti normativi.

Art. 5 (Contratto di apprendistato)
1. Le Parti, valutata l’opportunità di considerare attivamente il ricorso all’utilizzo dell’istituto dell’apprendistato, quale regolato dall’art. 16 della L. 24 giugno 1997, n. 196 e successive disposizioni, si impegnano a definire con successive intese il regime normativo contrattuale applicabile.

Art. 6 (Contratto di lavoro temporaneo – Lavoro interinale)
1. In relazione alla previsione di cui agli articoli da 1 a 11 della L. 24 giugno 1997, n. 196, l'azienda si riserva la facoltà di ricorrere alla tipologia dei contratti di lavoro temporaneo nel rispetto delle norme vigenti. Per quanto non regolato direttamente dalla citata legge, le Parti rinviano, sino a diverso accordo, a quanto stabilito dall'Accordo Interconfederale 16 aprile 1998.

Art. 7 (Contratto di formazione e lavoro)
1. Le Parti, in considerazione delle modalità operative e della opportunità di inserimento di giovani su mansioni che richiedono interventi formativi, convengono sul ricorso a contratti di formazione e lavoro secondo le vigenti norme di legge in materia (L. 863/84, L. 407/90, L. 451/94, L. 196/97) e gli Accordi Interconfederali 18 dicembre 1988 (e successive proroghe) e 31 gennaio 1995.

Art. 8 (Qualifiche escluse dalla quota di riserva)
1. In attuazione di quanto previsto dal 2° comma dell'art. 25, L. 23 luglio 1991, n. 223, le Parti convengono che ai fini del calcolo della percentuale di cui al comma 1 dell'art. 25 della legge citata, non si tiene conto dell’assunzione:
- dei lavoratori di cui alla Sezione 2 della Parte speciale, inquadrati nella 4a e 5a categoria e dei lavoratori di cui alla Sezione 1 della Parte speciale, inquadrati nelle categorie 5a, 6a e 7a, nonché dei quadri;
- dei lavoratori in possesso di diploma di scuola media superiore che, secondo quanto previsto alla lett. C), art. 1, Sezione 2 della presente Parte comune, sono inquadrati all'atto dell'assunzione nella 4a categoria e inseriti nella 5a categoria dopo 24 mesi;
- dei lavoratori destinati a svolgere mansioni di custodia, fiducia e sicurezza;
- dei lavoratori a tempo determinato.
2. A norma dell'art. 6 della L. 196/97, sono esclusi dal computo i prestatori di lavoro temporaneo.
3. I lavoratori assunti tra le categorie riservatarie previste dal 5° comma dell'art. 25, legge n. 223/1991 saranno computati ai fini della copertura dell'aliquota di riserva di cui ai commi 1 e 6 del citato art. 25, anche quando vengano inquadrati nelle qualifiche precedentemente individuate.

Art. 9 (Documenti, residenza e domicilio)
1. All'atto dell'assunzione il lavoratore dovrà presentare i seguenti documenti:
a) carta di identità o documento equipollente;
b) libretto di lavoro o documento equipollente;
c) tessere e libretti delle assicurazioni sociali ove ne sia già provvisto;
d) certificato di residenza di data non anteriore a tre mesi (l'interessato dovrà comunicare anche l'eventuale domicilio, se diverso dalla residenza) o autocertificazione;
e) fotocopia della tessera riportante il codice fiscale personale;
f) titolo di studio in originale o in copia autenticata.
2. Ai sensi dell'art. 607 c.p.p. e nei limiti di cui all'art. 8 della L. 20 maggio 1970, n. 300, il datore di lavoro potrà richiedere il certificato penale del lavoratore.
3. Il datore di lavoro dovrà rilasciare ricevuta dei documenti che trattiene.
4. Il lavoratore dovrà comunicare gli eventuali successivi mutamenti di residenza e di domicilio.
 Sez. 2 - CLASSIFICAZIONE

Art. 1 (Classificazione dei lavoratori)
1. I lavoratori sono inquadrati in una classificazione unica articolata su 8 categorie professionali e altrettanti livelli retributivi ai quali corrispondono i valori della retribuzione base riportati nella tabella allegata. I livelli indicati sono uguali per tutti i lavoratori. L'inquadramento dei lavoratori è effettuato secondo le declaratorie e le relative esemplificazioni indicate al successivo punto A).
2. La classificazione unica di cui sopra mentre determina comuni livelli di retribuzione base non modifica per il resto l'attribuzione ai singoli lavoratori dei trattamenti di carattere normativo ed economico (come ad esempio il regime assicurativo e previdenziale, i trattamenti per sospensione e riduzione di lavoro, ecc.) che continuano ad essere previsti per i quadri, gli impiegati e gli operai dalle disposizioni di legge, di accordo interconfederale e di contratto collettivo.

A) DECLARATORIE ED ESEMPLIFICAZIONI
L'inquadramento dei lavoratori nelle categorie previste dal presente articolo avviene sulla base delle declaratorie che seguono. I requisiti indispensabili derivanti dalle caratteristiche e dai presupposti professionali indicati nelle declaratorie consentono di inquadrare le figure professionali non indicate nel testo così come le figure professionali dei lavoratori con funzioni gerarchiche e dei lavoratori della 1a categoria, non indicate perché già sufficientemente definite nelle declaratorie.

PRIMA CATEGORIA
Appartengono a questa categoria:
- I lavoratori che svolgono attività a contenuto prevalentemente manuale per le quali non occorrono conoscenze professionali.
 
 
 

SECONDA CATEGORIA
Appartengono a questa categoria:
- I lavoratori che svolgono attività per abilitarsi alle quali occorrono un breve periodo di pratica e conoscenze professionali di tipo elementare.
Addetto impianti/sistemi automatizzati
Manutentore
- I lavoratori che, con specifica collaborazione, svolgono attività amministrative che non richiedono in modo particolare preparazione, esperienza e pratica d'ufficio.
Addetto alle informazioni telefoniche
Addetto compiti semplici d'ufficio

TERZA CATEGORIA
Appartengono a questa categoria:
- I lavoratori qualificati che svolgono attività richiedenti una specifica preparazione risultante da diploma di qualifica di istituti professionali o acquisita attraverso una corrispondente esperienza di lavoro.
Manutentore senior
Addetto impianti/sistemi automatizzati senior
Addetto prove di laboratorio/sala prove
Installatore impianti
- I lavoratori che, con specifica collaborazione, svolgono attività esecutive di natura tecnica o amministrativa che richiedono in modo particolare preparazione e pratica di ufficio o corrispondente esperienza di lavoro.
Addetto alle informazioni telefoniche senior
Addetto di amministrazione
 QUARTA CATEGORIA
Appartengono a questa categoria:
- I lavoratori qualificati che svolgono attività per l'esecuzione delle quali si richiedono: cognizioni tecnico-pratiche inerenti alla tecnologia del lavoro ed alla interpretazione del disegno, conseguite in istituti professionali o mediante istruzione equivalente, ovvero particolari capacità e abilità conseguite mediante il necessario tirocinio. Tali lavoratori devono compiere con perizia i lavori loro affidati inerenti alla propria specialità e richiedenti le caratteristiche professionali sopra indicate.
Manutentore specializzato
Addetto prove di laboratorio/sala prove senior
Addetto impianti/sistemi automatizzati specializzato
Installatore impianti senior
- I lavoratori che, con specifica collaborazione, svolgono attività di semplice coordinamento e controllo di carattere tecnico o amministrativo o attività esecutive di particolare rilievo rispetto a quelle previste per la categoria precedente.
Operatore telefonico o addetto al Call Center
Addetto  Help-Desk
Addetto a squadra operativa (neo diplomato)
Tecnico di centro di controllo (neo diplomato)
Addetto amministrazione vendite
Segretario/a
Addetto di amministrazione senior
Addetto di punto vendita
 
 
 
 
 
 
 

QUINTA CATEGORIA
Appartengono a questa categoria:
- I lavoratori che, oltre a possedere tutte le caratteristiche indicate nel primo alinea della declaratoria della 4a categoria, compiono, con maggiore autonomia esecutiva e con l'apporto di particolare e personale competenza operazioni su apparati o attrezzature complessi, che presuppongono la conoscenza della tecnologia specifica del lavoro e del funzionamento degli apparati stessi.
Installatore impianti specializzato
Tecnico specialista
- I lavoratori che, con specifica collaborazione, svolgono attività amministrative o tecniche caratterizzate da adeguata autonomia operativa nei limiti dei principi, norme e procedure valevoli per il campo di attività, in cui operano, e che richiedono un diploma di scuole medie superiori o corrispondente conoscenza ed esperienza.
Addetto a squadra operativa
Addetto Help-Desk
Tecnico di centro di controllo
Supervisor di squadra operativa
Tecnico di impianti dei centri di controllo
Operatore telefonico o addetto call center specializzato
Assistente del Supervisor
Approvvigionatore/Buyer
Tecnico di laboratorio/sala prove
Venditore
Segretario/a esperto/a
 
 
 
 
 
 
 

SESTA CATEGORIA
Appartengono a questa categoria:
- I lavoratori, sia tecnici che amministrativi che, con specifica collaborazione, svolgono funzioni direttive o che richiedono particolare preparazione e capacità professionale, con discrezionalità di poteri e con facoltà di decisione ed autonomia di iniziativa nei limiti delle sole direttive generali loro impartite.
Supervisor di squadra o gruppi operativi
Progettista di sistemi/servizi
Tecnico di pianificazione rete
Tecnico senior di centro di controllo
Approvvigionatore/Buyer
Tecnico esperto di impianti dei centri di controllo
Addetto senior Help-Desk
Segretario/a assistente
Venditore senior

SETTIMA CATEGORIA
Appartengono a questa categoria:
- I lavoratori che, oltre alle caratteristiche indicate nella declaratoria della 6a categoria e a possedere notevole esperienza acquisita a seguito di prolungato esercizio delle funzioni, siano preposti ad attività di coordinamento di servizi, uffici, enti produttivi, fondamentali dell'azienda o che svolgono attività di alta specializzazione ed importanza ai fini dello sviluppo e della realizzazione degli obiettivi aziendali: a questi lavoratori viene corrisposto un elemento retributivo di lire 115.000 mensili.
Tecnico esperto di impianti dei centri di controllo
Supervisor esperto
Progettista di complessi
Specialista di progettazione sistemi/servizi
Specialista di pianificazione di rete
Specialista di approvvigionamenti
Specialista di pianificazione aziendale.
QUADRI
Appartengono a questa categoria:
 - I lavoratori che svolgono con carattere di continuità, con un grado elevato di capacità gestionale, organizzativa, professionale, funzioni organizzativamente articolate di rilevante importanza e responsabilità, ai fini dello sviluppo e dell'attuazione degli obiettivi dell'impresa, per attività di alta specializzazione, di coordinamento e gestione, e/o ricerca e progettazione, in settori fondamentali dell'impresa, fornendo contributi qualificati per la definizione degli obiettivi dell'impresa: a questi lavoratori è attribuita la qualifica di "Quadro" di cui alla L. 13 maggio 1985, n. 190; agli stessi viene corrisposta un'indennità di funzione di lire 190.000 mensili, comprensive dell'elemento retributivo previsto per i lavoratori inquadrati nella 7a categoria.
Responsabile di struttura
Professional di elevata specializzazione ed esperienza.

B) NORME RELATIVE AI QUADRI
Ai sensi e per gli effetti della L. 13 maggio 1985, n. 190 e della L. 2 aprile 1986, n. 106, si concorda quanto segue:
1) la determinazione dei requisiti di appartenenza alla categoria di “Quadro” viene effettuata dalle Parti stipulanti con il presente contratto collettivo di lavoro;
2) l'azienda, ai sensi del combinato disposto dell'art. 2049 c.c. e dell'art. 5 della citata legge n. 190/1985, è responsabile per i danni conseguenti a colpa arrecati dal quadro nello svolgimento della sua attività.
La suddetta responsabilità può essere garantita anche mediante la sottoscrizione di apposita polizza assicurativa.
L'azienda garantirà al quadro dipendente, anche attraverso eventuale polizza assicurativa, l'assistenza legale fino alla sentenza definitiva, per i procedimenti civili e penali attuati nei suoi confronti per fatti non imputabili a dolo o colpa grave che siano direttamente connessi all'esercizio delle funzioni attribuitegli;
3) previa autorizzazione aziendale, ai quadri è riconosciuta la possibilità di pubblicazione nominativa di ricerche o lavori relativi alle attività svolte e di utilizzazione dei dati e delle informazioni acquisite nell'ambito dell'attività lavorativa medesima;
4) in relazione alle proprie esigenze, l’azienda di norma promuoverà la partecipazione dei quadri a iniziative di formazione finalizzate al miglioramento delle capacità professionali;
5) per quanto qui non contemplato si rinvia alle disposizioni della Parte speciale – Sezione 1 del presente contratto.

C) MOBILITA' PROFESSIONALE
La formazione e la qualificazione professionale rappresentano lo strumento per sostenere lo sviluppo e la valorizzazione delle capacità professionali. ACEA TELEFONICA S.p.A. porrà pertanto in essere iniziative adeguate, fornendo informativa alle Organizzazioni sindacali sui programmi formativi e sulle ricadute sui percorsi di mobilità professionale.
L’ Azienda comunque applicherà i seguenti criteri di inserimento in azienda e di mobilità:
a) gli impiegati in possesso di laurea, in fase di inserimento in azienda, verranno inquadrati nella 5a categoria, sempre che svolgano attività inerenti alla laurea conseguita;
b) gli impiegati in possesso di diploma di scuole medie superiori, in fase di inserimento in azienda verranno inquadrati nella 4a categoria. Tali lavoratori passeranno alla 5a categoria dopo 24 mesi di ininterrotta permanenza in attività inerenti al diploma conseguito;
c) gli impiegati e gli operai inseriti in posizioni di lavoro rientranti nelle declaratorie della 2a e 3a categoria passeranno alla categoria superiore dopo 18 mesi di ininterrotta permanenza.
 
 
 

Art. 2 (Cumulo di mansioni)
1. Ai lavoratori che sono assegnati alla esplicazione di mansioni di diverse categorie sarà attribuita la categoria corrispondente alla mansione superiore, sempreché quest'ultima abbia carattere di prevalenza o almeno carattere di equivalenza di tempo, fermo restando quanto stabilito in materia di mansioni dall'art. 13 della L. 20 maggio 1970, n. 300 e in materia di mobilità dal punto C), art. 1 della presente Sezione.
 Sez. 3 - ORARIO DI LAVORO

Art. 1 (Orario di lavoro)
1. La durata settimanale del lavoro ordinario viene fissata in 40 ore.
2. La durata dell'orario di lavoro può risultare anche da una media plurisettimanale in un periodo di 12 mesi con un massimo di 48 ore settimanali.
3. La ripartizione giornaliera dell'orario di lavoro settimanale contrattuale viene stabilita dalla Direzione anche in modo non uniforme, previo esame con le Rappresentanze Sindacali Unitarie.
4. Nel caso di ripartizione dell'orario settimanale su 6 giorni, il lavoro cessa di massima alle ore 13 del sabato, fatta eccezione in ogni caso per le attività di seguito elencate:
- personale addetto alla manutenzione, pulizia, riparazione degli impianti, quando tali operazioni non possono compiersi in altri giorni feriali della settimana senza danno per l'esercizio o pericolo per il personale
-   personale addetto alla vigilanza dell'azienda e degli impianti
-   personale addetto al call center
-   personale dell’area commerciale
-   personale che lavora a turni.
5. L'orario giornaliero di lavoro sarà esposto in apposita tabella, da affiggersi secondo le norme di legge.
6. I lavoratori non potranno rifiutarsi alla istituzione di più turni giornalieri e dovranno prestare la propria opera nelle ore e nei turni stabiliti anche se predisposti soltanto per determinati reparti. I lavoratori partecipanti ai turni dovranno alternarsi nei diversi turni allo scopo di evitare che una parte abbia a prestare la sua opera esclusivamente in ore notturne.
7. Le Parti convengono che tutti i lavoratori addetti a turni avvicendati di durata non inferiore a 8 ore beneficeranno di mezz'ora retribuita per la refezione nelle ore di presenza in azienda.
8. Nel caso di più turni, per prestazioni che richiedono continuità di presenza, il lavoratore del turno cessante potrà lasciare il posto di lavoro quando sia stato sostituito. La sostituzione dovrà avvenire entro un termine massimo di un numero di ore corrispondenti alla metà del turno. Quando non sia possibile la tempestiva sostituzione e le mansioni del lavoratore siano tali che dalla sua assenza possa derivare pregiudizio alla produzione od al lavoro di altri lavoratori, il termine di cui innanzi potrà essere eccezionalmente prolungato per tutta la durata del turno così iniziato Queste prolungate prestazioni, per le ore che eccedono l'orario giornaliero determinato in applicazione del comma 3, saranno considerate straordinarie e come tali retribuite.
9. Al lavoratore che in via eccezionale abbia prolungato la sua prestazione per le 8 ore del turno successivo, non potrà essere richiesta nei sei giorni lavorativi successivi alcuna prestazione straordinaria.

RIDUZIONE DELL' ORARIO Dl LAVORO
Le Parti, a completamento della regolamentazione dell'orario e della flessibilità del lavoro, convengono quanto segue:
a) Ferma  restando la durata dell'orario normale contrattuale di 40 ore settimanali, viene definita la riduzione dell'orario di lavoro di 72 ore in ragione di anno di servizio e in misura proporzionalmente ridotta per le frazioni di anno;
b) I lavoratori potranno fruire di detta riduzione con permessi individuali retribuiti per gruppi di 4 ore; l'azienda potrà stabilire, previo esame congiunto con le Rappresentanze sindacali unitarie, diverse modalità di utilizzazione delle ore di riduzione compatibilmente con le specifiche esigenze aziendali;
c) La fruizione di detti permessi individuali retribuiti (come di quelli previsti al successivo art. 3, punto 8 della presente Sezione) avverrà tramite rotazione che non implichi complessivamente assenze superiori al nove per cento dei lavoratori normalmente addetti al turno;
d) I permessi non fruiti dai lavoratori entro l'anno di maturazione saranno conteggiati con la retribuzione in atto nel mese di dicembre dello stesso anno e liquidati con le competenze del successivo mese di gennaio.
 Art. 2 (Reperibilità operativa)
1. Con "reperibilità operativa" si individua nel presente contratto collettivo la disponibilità del lavoratore, programmata dall'azienda, ad operare, fuori dal normale orario di lavoro per assicurare - sia con intervento diretto, sia coordinando l'attività di altri dipendenti - la continuità dei servizi e la funzionalità degli impianti.
2. Per "intervento" si intende l'attività svolta dal lavoratore, a seguito della segnalazione di criticità e fino al ripristino della funzionalità. L'intervento può essere effettuato da remoto (con mezzi telematici) o direttamente sul sito in cui si è verificata la criticità: in questo secondo caso il  tempo complessivo d'intervento comprende quello necessario per raggiungere il sito e rientrare dal medesimo.
3. In considerazione della necessità per l'azienda di assicurare la continuità del servizio alla clientela, nel rispetto degli obblighi derivanti dai Capitolati d'oneri del Ministero delle Comunicazioni, le Parti concordano sulla istituzione di uno specifico trattamento per i lavoratori in reperibilità operativa per le unità dei Sistemi informativi e Sistemi di rete.
4. L'azienda, previa consultazione delle Organizzazioni sindacali, si riserva l'estensione a ulteriori unità per le quali venissero individuate le stesse condizioni.
5. Le Parti concordano sull'applicabilità, in fase sperimentale, del trattamento di seguito indicato.

a) Per la disponibilità in ciascuna giornata di reperibilità l'Azienda erogherà i seguenti importi, sulla base della categoria professionale di inquadramento:

Giorno
inizio reperibilità Orario  Importo per categoria professionale

   1a-5a 6a-7a e Quadri
Da lunedì al venerdì: 17.30-08.30 g.s. L. 40.000 45.000
Sabato 08.30-08.30 g.s. L. 80.000 100.000
Domenica e festivi 08.30-08.30 g.s. L. 100.000 125.000

Detti importi sono comprensivi di eventuali interventi da remoto per una durata complessiva giornaliera sino a 30 minuti; in tal caso non si da luogo ai trattamenti aggiuntivi di seguito indicati.

b) In caso di intervento effettuato nei periodi di reperibilità
- ai lavoratori inquadrati sino alla 5a categoria verrà corrisposta la normale retribuzione con le maggiorazioni previste dal presente contratto;
- ai lavoratori inquadrati nella 6a e 7a categoria ed ai quadri verrà erogato un importo forfetario su base giornaliera commisurato alla complessità e alla durata complessiva dell'intervento/degli interventi:
- sino a 2 ore   L.  40.000
- tra le 2 e le 4 ore  L.  60.000
- oltre le 4 ore   L.  80.000
- in caso di interventi tra le 22.00 e le 7.00, ai lavoratori verrà riconosciuto un riposo compensativo alle seguenti condizioni e misure:

Giorno inizio reperibilità Fascia oraria
di riferimento Durata intervento Giornate di riposo comp.
Dal lunedì al sabato 22.00-7.00 g.s. Sino a 4 ore 0.5
 22.00-7.00 g.s. Più di 4 ore 1.0
Domenica e festivi 22.00-7.00 g.s. Tra le 4 e le 8 ore 0.5
 22.00-7.00 g.s. Più di 8 ore 1.0

6. I trattamenti definiti nel presente articolo devono intendersi:
- comprensivi dell'incidenza sugli istituti di legge e di contratto collettivo a liquidazione indiretta;
- integralmente assorbibili in caso di future disposizioni di legge o di contratto che modifichino la disciplina relativa alla disponibilità e alle prestazioni di lavoro effettuate fuori del normale orario di lavoro.
 

Dichiarazione a verbale
L'azienda dichiara di prevedere, in fase sperimentale, di regola periodi di disponibilità settimanale per ognuno dei dipendenti interessati, con una frequenza non superiore a una settimana ogni quattro. Il lavoratore interessato sarà di regola informato con un preavviso minimo di quarantotto ore.

Art. 3 (Riposo settimanale e giorni festivi)
1. Il giorno di riposo settimanale coincide con la domenica. Sono fatte salve le deroghe e le disposizioni di legge.
2. I lavoratori che, nei casi consentiti dalla legge, lavorino la domenica, godranno il prescritto riposo in altro giorno della settimana, che deve essere prefissato.
3. In caso di spostamento eccezionale del giorno di riposo prestabilito, il lavoratore avrà diritto, per il lavoro prestato nel giorno in cui avrebbe dovuto godere del riposo settimanale, alla maggiorazione stabilita per il lavoro festivo.
4. Agli effetti della L. 22 febbraio 1934, n. 370, sono considerati giorni festivi le domeniche o i giorni di riposo settimanale compensativo di cui al precedente 2° comma.
5. Agli effetti della L. 27 maggio 1949, n. 260, della L. 5 marzo 1977, n. 54, e del D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 792, sono considerati giorni festivi:
a) le festività del:
25 aprile (anniversario della Liberazione);
1° maggio (festa del lavoro);
b) le festività di cui appresso:
1) Capodanno (1° gennaio);
2) Epifania del Signore (6 gennaio);
3) Lunedì di Pasqua;
4) SS. Pietro e Paolo per il Comune di Roma (giorno del Santo Patrono - 29 giugno);
5) Assunzione di M.V. (15 agosto);
6) Ognissanti (1° novembre);
7) Immacolata Concezione (8 dicembre);
8) Natale (25 dicembre);
9) S. Stefano (26 dicembre);
c) il giorno del S. Patrono del luogo della sede o un'altra festività da concordarsi tra le Organizzazioni locali competenti, in sostituzione di quella del S. Patrono, fatto salvo il punto 4 della lett. b).
6. Per il trattamento delle festività di cui al comma precedente valgono le norme di legge e la disciplina di cui rispettivamente all’art. 4 della Sezione 1 e all’art. 6 della Sezione 2 della Parte speciale .
7. In sostituzione delle quattro festività abolite dalla L. 5 marzo 1977, n. 54, i lavoratori fruiscono di 32 ore di permesso individuale retribuite nell'ambito della riduzione d'orario prevista dall'art. 1 della presente Sezione.
8. Per quanto riguarda le due festività (2 giugno e 4 novembre) la cui celebrazione ha luogo rispettivamente nella prima domenica di giugno e nella prima domenica di novembre, il lavoratore beneficerà del trattamento previsto per le festività che coincidono con la domenica.

Art. 4 (Addetti alle centrali operative)
1. Le Parti hanno esaminato la particolare importanza rivestita sul piano della funzionalità, efficienza e competitività dal servizio svolto dalle centrali operative quale snodo del rapporto tra ACEA TELEFONICA S.p.A. e la clientela.
2. In particolare l'attività svolta da operatori all'uopo addestrati presso centrali operative distribuite a copertura dell'intero territorio nazionale è articolata nei seguenti momenti:
- interfaccia verso la clientela sui servizi e sulle funzioni delle reti;
- interfaccia verso la rete commerciale;
- gestione della bollettazione.
3. Per poter assicurare un adeguato servizio continuativo alla clientela dette attività, nel rispetto di quanto disposto dall'art. 1 della presente Sezione, saranno svolte su turni a copertura dell'arco delle 24 ore su sette giorni la settimana. Le modalità operative dei turni saranno oggetto di apposito incontro tra le Parti a valle di una prima sperimentazione e comunque non oltre il primo trimestre 2001.
4. Tanto premesso le Parti, in relazione ai servizio richiesto dagli stessi Capitolati d'oneri del Ministero delle Comunicazioni e alle modalità operative a regime, convengono quanto segue:
a) le attività svolte dalle centrali operative, in particolare quella di interfaccia verso la clientela, rientrano tra quelle per le quali è prevista la deroga al riposo settimanale coincidente con la domenica a norma della L. 22 febbraio 1934, n. 370 e del D.M. 22 giugno 1935 e successive modifiche;
b) nello spirito delle azioni positive per la realizzazione della parità uomo-donna nel lavoro, di cui alla L. 10 aprile 1991, n. 125, concordano di rimuovere il divieto di lavoro notturno per le donne con riferimento  all'art. 5 della L. 9 dicembre 1977, n. 903, ferme restando le esclusioni previste all’art. 17 comma 1 della L. 25/1999;
c) per quanto concerne il diritto alla partecipazione alle assemblee retribuite di cui all'art. 20, L. 20 maggio 1970, n. 300, il personale delle centrali operative partecipa alle assemblee in modo scaglionato, con modalità (che saranno definite con accordo sindacale) che assicurino l'adeguata copertura del servizio e di smistamento del traffico.

Art. 5 (Lavoro straordinario, notturno e festivo)
1. E' considerato lavoro straordinario quello eseguito dopo l'orario giornaliero fissato in applicazione dell’art. 1, comma 3 della presente Sezione, salve le deroghe e le eccezioni di legge.
2. Il lavoro straordinario deve avere carattere eccezionale e sarà contenuto nel limite massimo di 8 ore settimanali, per un periodo complessivamente non superiore a 80 ore trimestrali e 250 ore annuali.
3. Il ricorso al lavoro straordinario è inoltre ammesso nelle ipotesi previste dall'art. 5 bis, comma 3 del R.D.L. 15 marzo 1923, n. 692, come sostituito dall'art. 1, D.L. n. 335/1998.
4. La qualificazione legale e i relativi adempimenti per il lavoro straordinario rimangono nei termini fissati dalle vigenti disposizioni di legge.
5.  Ai soli fini delle maggiorazioni di cui al seguente punto 7, si considera lavoro notturno quello compreso fra le ore 22 e le ore 7 del mattino.
6. E' considerato lavoro festivo quello effettuato nei giorni indicati nell'art. 3 della presente Sezione.
7. Le percentuali di maggiorazione per il lavoro straordinario, notturno e festivo, da corrispondersi oltre alla normale retribuzione mensile e da calcolarsi sugli elementi della stessa indicati al comma successivo, sono le seguenti:

 Per lavoro  Non a turni  A turni
a)  lavoro straordinario:
 prime 2 ore 25% 25%
 ore successive 30% 30%
b)  notturno fino alle ore 22 20% 15%
 notturno oltre le ore 22 30% 15%
 notturno oltre le ore 22 con riposo compensativo 15% 15%
c)  festivo  50% 50%
d)  festivo con riposo compensativo (1) 10% 10%
e)  straordinario festivo (oltre le 8 ore) 55% 55%
f)  straordinario festivo con riposo compensativo
 (oltre le 8 ore) (1) 35% 35%
g)  straordinario notturno (prime 2 ore) 50% 40%
 straordinario notturno (ore successive) 50% 45%
h)  notturno e festivo 60% 55%
i)  notturno festivo con riposo compensativo (1) 35% 30%
l)  straordinario notturno festivo (oltre le 8 ore)  75% 65%
m)  straordinario notturno festivo con riposo
 compensativo (oltre le 8 ore) (1) 55%  50%

(1) Il lavoro festivo in giorno di domenica, con riposo compensativo, è consentito solo nei casi previsti dalla legge.

8. Le percentuali di maggiorazione di cui sopra - comprensive dell'incidenza sui vari istituti contrattuali e di legge - sono computate sulla quota oraria della retribuzione base più aumenti di merito e aumenti periodici di anzianità.
9. La quota oraria si determina dividendo l'ammontare mensile degli elementi di cui al comma precedente per 173.
10. Nessun lavoratore può rifiutarsi, salvo giustificato motivo, di compiere lavoro straordinario, notturno e festivo.
11. Nulla viene innovato nelle altre disposizioni in materia di lavoro straordinario.
Nota a verbale

Le Parti si incontreranno entro il 31 dicembre 2000 per gli adempimenti contrattuali conseguenti alla normativa sul lavoro notturno.
 Sez. 4 - TRATTAMENTO ECONOMICO

Art. 1 (Retribuzione)
1. La retribuzione deve essere corrisposta al lavoratore con periodicità mensile.
2. Ai fini del presente contratto la normale retribuzione mensile e/o giornaliera è composta dalle seguenti voci: retribuzione base, e.d.r., aumenti periodici di anzianità, aumenti di merito, elemento retributivo per la 7a categoria , indennità di funzione per i quadri, indennità maneggio denaro.
3. La quota oraria della normale retribuzione anche ai fini dei vari istituti contrattuali si determina dividendo per 173 gli importi delle voci stabilite in misura mensile.
4. All'atto del pagamento della retribuzione (con accredito sul c/c bancario indicato dal lavoratore) verrà consegnata o inviata al lavoratore una busta o prospetto equivalente in cui dovranno essere distintamente specificate: la ragione sociale dell'azienda, il nome del lavoratore, il mese cui la retribuzione si riferisce, nonché le singole voci e i rispettivi importi costituenti la retribuzione stessa e l'elencazione delle trattenute.
5. Tanto in pendenza del rapporto di lavoro quanto alla fine di esso, in caso di contestazione su uno o più elementi costitutivi della retribuzione, dovrà essere intanto corrisposta al lavoratore la parte della retribuzione non contestata contro il rilascio da parte del lavoratore stesso della quietanza per la somma corrisposta.

Art. 2 (Aumenti periodici di anzianità)
1. I lavoratori per ogni biennio di anzianità di servizio prestato, fino ad un massimo di 5, avranno diritto, indipendentemente da qualsiasi aumento di merito, a una maggiorazione della retribuzione mensile nella misura riportata nella seguente tabella secondo la categoria della classificazione unica di appartenenza:
1a 33.000
2a 38.600
3a  44.600
4a  47.700
5a  52.900
6a  65.000
7a  72.000
Q 72.000
2. Gli aumenti periodici decorreranno dal primo giorno del mese immediatamente successivo a quello in cui si compie il biennio di anzianità.
3. In caso di passaggio degli operai dalla 2a alla 3a categoria e dalla 3a alla 4a categoria e in caso di passaggio degli impiegati dalla 4a alla 5a categoria e dalla 5a alla 6a categoria, l’anzianità di servizio ai fini degli aumenti periodici nonché il numero degli stessi decorreranno nuovamente a partire dal giorno di assegnazione alla nuova categoria.
4. Fermo restando quanto previsto al punto 7.5 dell'Accordo Interconfederale 18 dicembre 1988 per la disciplina dei contratti di formazione e lavoro, ai fini della maturazione degli aumenti periodici l'anzianità di servizio decorre dal momento dell'assunzione.

Art. 3 (Tredicesima mensilità)
1. In occasione della ricorrenza natalizia, l'azienda corrisponderà ai lavoratori una tredicesima mensilità.
2. Per i lavoratori in servizio per l’intero periodo annuale (dal 1° gennaio al 31 dicembre) la tredicesima è costituita da una mensilità della normale retribuzione mensile.
3. Nel caso di inizio o di cessazione del rapporto di lavoro durante il corso dell'anno il lavoratore non in prova ha diritto a tanti dodicesimi della tredicesima mensilità quanti sono i mesi di anzianità di servizio. La frazione di mese superiore a 15 giorni va considerata a questi effetti come mese intero.
4. Il periodo di prova seguito da conferma è considerato utile per il calcolo dei dodicesimi di cui sopra.

Art. 4 (Mense aziendali)
1. I lavoratori potranno accedere alle mense aziendali esistenti presso le varie sedi. I lavoratori operanti presso sedi sprovviste di mensa aziendale avranno a disposizione buoni pasto usufruibili, nel rispetto delle vigenti norme di legge e delle disposizioni aziendali, presso esercizi convenzionati.
2. Le Parti confermano che l'equivalente del costo della mensa sostenuto dall’azienda non è computabile agli effetti del calcolo del trattamento di fine rapporto di cui all'art.  2120 c.c. né degli altri istituti contrattuali e di legge.

Art. 5 (Premio di risultato)
1. La contrattazione aziendale potrà definire l’istituzione di un Premio annuale calcolato con riferimento ai risultati conseguiti nella realizzazione di programmi, concordati tra le parti, aventi come obiettivo incrementi di produttività, di qualità, di redditività e altri elementi rilevanti ai fini del miglioramento della competitività aziendale, nonché ai risultati legati all’andamento economico dell’impresa.
2. Per acquisire elementi di conoscenza comune per la definizione degli obiettivi della contrattazione aziendale, le parti esamineranno preventivamente, in un apposito incontro in sede aziendale, le condizioni dell’azienda e le prospettive, tenendo conto dell’andamento della competitività del posizionamento sul mercato e le condizioni di redditività dell’impresa.
A tale scopo le parti si incontreranno nell’ultimo trimestre del 2001, individuando in tale occasione meccanismi e criteri coerenti con i principi del protocollo del 23 luglio 1993.

 Sez. 5 – CASI DI ASSENZA

Art. 1 (Ferie)
1. I lavoratori maturano per ogni anno di servizio un periodo di ferie retribuito pari a 4 settimane.
2.  Ogni settimana di ferie è ragguagliata a 6 giorni lavorativi. Tuttavia in caso di distribuzione dell'orario settimanale su 5 giorni i giorni lavorativi fruiti come ferie sono computati per 1,2 ciascuno.
3. I giorni festivi di cui all'art. 5 della Sezione 1 e all’art. 5 della Sezione 2 della Parte speciale che ricorrono nel periodo di godimento delle ferie non sono computabili come ferie, per cui si farà luogo ad un corrispondente prolungamento del periodo feriale. Tale prolungamento può essere sostituito dalla relativa indennità per mancate ferie calcolata come indicato al successivo 8° comma.
4. Le ferie avranno normalmente carattere collettivo (per sede, per area, ecc.). Il periodo di ferie consecutive e collettive non potrà eccedere le 3 settimane, salvo diverse intese aziendali. L'epoca delle ferie collettive sarà stabilita dalla Direzione, previo esame congiunto in sede aziendale, tenendo conto del desiderio dei lavoratori compatibilmente con le esigenze del lavoro dell'azienda.
5. Al lavoratore che all'epoca delle ferie non ha maturato il diritto all'intero periodo di ferie  spetterà, per ogni mese di servizio prestato, un dodicesimo del periodo feriale di cui al primo comma. La frazione di mese superiore a 15 giorni sarà considerata, a questi effetti, come mese intero.
6. In caso di risoluzione del rapporto al lavoratore spetterà il pagamento delle ferie in proporzione dei dodicesimi maturati. La frazione di mese superiore a 15 giorni sarà considerata, a questi effetti, come mese intero.
7. Il periodo di preavviso non può coincidere con il periodo di ferie.
8. Non è ammessa la rinuncia sia tacita che esplicita al godimento annuale delle ferie. Ove, per cause dovute ad imprescindibili esigenze del lavoro dell'azienda e in via del tutto eccezionale, il lavoratore non fruisca delle giornate di ferie oltre le 3 settimane, è ammessa la sostituzione del godimento delle ferie con una indennità corrispondente alla retribuzione dovuta per le giornate di ferie non godute.
 9. In caso di richiamo in servizio per esigenze eccezionali, nel corso del periodo di ferie, sarà corrisposto al lavoratore il trattamento di trasferta per il solo periodo di viaggio.

Norma transitoria
La sostituzione del godimento delle ferie con la corrispondente indennità, per imprescindibili ed eccezionali esigenze di lavoro connesse alla fase di avvio dell’attività dell’Azienda, è transitoriamente consentita fino ad un massimo del cinquanta per cento delle ferie maturate individualmente fino al 30 giugno 2001.
 

Art. 2 (Trattamento di malattia)
1. In caso di malattia il lavoratore deve avvertire l'azienda entro il primo giorno di assenza e inviare all'azienda stessa entro due giorni dall'inizio dell'assenza il certificato medico attestante la malattia.
2. L'eventuale prosecuzione dello stato di incapacità al lavoro deve essere comunicata all'azienda entro il primo giorno in cui il lavoratore avrebbe dovuto riprendere servizio e deve essere attestata da successivi certificati medici che il lavoratore deve inviare all'azienda entro il secondo giorno dalla scadenza del periodo di assenza indicata nel certificato medico precedente.
3. In mancanza di ciascuna delle comunicazioni di cui ai precedenti commi - salvo il caso di giustificato impedimento - l'assenza verrà considerata non giustificata.
4. L'azienda ha facoltà di far controllare la malattia del lavoratore nel rispetto dell'art. 5 della L. 20 maggio 1970, n. 300.
5. Fermo restando quanto previsto dalle vigenti leggi in materia, il lavoratore assente per malattia è tenuto, fin dal primo giorno di assenza dal lavoro e per tutta la durata della malattia, a trovarsi a disposizione nel domicilio comunicato al datore di lavoro dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e dalle ore 17.00 alle ore 19.00 ovvero nelle diverse fasce orarie stabilite da disposizioni legislative o amministrative locali o nazionali di tutti i giorni compresi i domenicali o festivi, per consentire l'accertamento del suo stato di salute.
5. Sono fatte salve le necessità di assentarsi dal recapito comunicato per motivi inerenti la malattia o per gravi eccezionali motivi familiari comunicati preventivamente, salvo casi di forza maggiore, all'azienda e successivamente documentati.
6. Nel corso del periodo di assenza per malattia il lavoratore ha l'obbligo di comunicare all'azienda contestualmente i mutamenti di domicilio o dimora anche se temporanei.
7. Le assenze e le inosservanze di cui al comma 5 comporteranno l'irrogazione a carico del lavoratore dei provvedimenti disciplinari contrattualmente previsti, fermo restando quanto previsto dall'art. 7, ultimo comma, L. 20 maggio 1970, n. 300, con proporzionalità relativa all'infrazione riscontrata e alla sua gravità.
8. In caso di interruzione del servizio dovuta a malattia il lavoratore non in prova ha diritto alla conservazione del posto per un periodo  di:
a) 9 mesi per anzianità di servizio fino a 6 anni compiuti;
b) 12 mesi per anzianità di servizio oltre i 6 anni.
9. Il lavoratore ha inoltre diritto al seguente trattamento, riferito alla normale retribuzione mensile:
- per le anzianità di cui al punto a), intera retribuzione per i primi 4 mesi e metà retribuzione per i 5 mesi successivi;
- per le anzianità di cui al punto b), intera retribuzione per i primi  6 mesi e metà retribuzione per i 6 mesi successivi.
10. Nel caso di più assenze per malattia, ai fini dei suddetti periodi di conservazione del posto e dei conseguenti trattamenti economici, si deve tener conto dei periodi di assenza complessivamente verificatisi nei tre anni precedenti ogni nuovo ultimo episodio morboso.
11. Fatti salvi i periodi di conservazione del posto sopra definiti, nel computo dei limiti di trattamento economico non saranno conteggiati e quindi retribuiti ad intera retribuzione:
a) i periodi di ricovero ospedaliero di durata superiore a 10 giorni continuativi, fino ad un massimo di:
- 75 giorni complessivi, per anzianità di servizio fino a 6 anni compiuti;
- 90 giorni complessivi, per anzianità di servizio oltre i 6 anni.
b) i periodi di malattia di durata superiore a 21 giorni continuativi, fino ad un massimo di:
- 75 giorni complessivi, per anzianità di servizio fino a 6 anni compiuti;
- 90 giorni complessivi, per anzianità di servizio oltre i 6 anni;
e, comunque, fino ad un tetto massimo di 120 giorni complessivi per gli eventi di cui ai punti a) e b) unitamente considerati.
c) le assenze per malattie oncologiche, sclerosi multipla, distrofia muscolare.
Resta salvo quanto previsto dalla L. 6 agosto 1975, n. 419, per la conservazione del posto dei lavoratori affetti da tbc.
12. La malattia insorta durante il periodo di ferie consecutive di cui al quarto comma del precedente art. 1 ne sospende la fruizione nelle seguenti ipotesi:
a) malattia che comporta ricovero ospedaliero per la durata dello stesso;
b) malattia la cui prognosi sia superiore a sette giorni di calendario.
13. L'effetto sospensivo si determina a condizione che il dipendente assolva agli obblighi di comunicazione, di certificazione e ad ogni altro adempimento necessario per l'espletamento della visita di controllo dello stato d'infermità, previsti dalle norme di legge e dalle disposizioni contrattuali vigenti.
14. Resta espressamente convenuto che, superati i limiti di conservazione del posto di cui sopra, il lavoratore potrà usufruire, previa richiesta scritta, di un periodo di aspettativa della durata di mesi quattro, durante il quale non decorrerà retribuzione né si avrà decorrenza di anzianità per nessun istituto.
15. A fronte del protrarsi dell'assenza a causa di malattia grave e continuativa periodicamente documentata, il lavoratore potrà usufruire, previa richiesta scritta, di un ulteriore periodo di aspettativa fino alla guarigione clinica, debitamente comprovata, che consenta al lavoratore di assolvere alle precedenti mansioni e comunque di durata non superiore a complessivi 18 mesi continuativi. Decorso anche detto periodo senza che il lavoratore abbia ripreso servizio, l'azienda potrà procedere alla risoluzione del rapporto.
16. Superato il termine di conservazione del posto ove l'azienda risolva il rapporto di lavoro corrisponderà al lavoratore il trattamento previsto dal presente contratto per il caso di licenziamento, compresa l'indennità sostitutiva del preavviso.
17. Qualora la prosecuzione della malattia oltre i termini suddetti non consenta al lavoratore di riprendere servizio questi può risolvere il rapporto di lavoro con diritto al solo trattamento di fine rapporto. Ove ciò non avvenga e l'azienda non proceda al licenziamento il rapporto rimane sospeso salva la decorrenza dell'anzianità agli effetti del preavviso.
18. In caso di superamento dei periodi di conservazione del posto sopra indicati per evento morboso continuativo con assenza ininterrotta o interrotta da un'unica ripresa del lavoro per un periodo non superiore a due mesi, detti periodi di conservazione del posto sono prolungati rispettivamente di ulteriori 2 mesi (complessivamente 11 mesi) per i lavoratori con anzianità di servizio sino a 6 anni compiuti; di ulteriori 4 mesi (complessivamente 16 mesi) per i lavoratori con anzianità di servizio oltre i 6 anni. In tali casi il trattamento retributivo per i suddetti mesi aggiuntivi sarà pari a metà retribuzione.
19. Salvo quanto previsto per i periodi di aspettativa sopra indicati l'assenza per malattia, nei limiti dei periodi fissati per la conservazione del posto, è utile ai fini del trattamento di fine rapporto e non interrompe la maturazione dell'anzianità di servizio a tutti gli effetti (ferie, tredicesima mensilità, ecc.).
20. Per l'assistenza e il trattamento in caso di malattia valgono le norme di legge regolanti la materia. Inoltre l’azienda corrisponderà all’operaio assente un’integrazione del trattamento spettante a carico dell’INPS fino al raggiungimento del trattamento economico complessivo netto che l’impiegato di eguale anzianità e per pari periodo di malattia avrebbe globalmente percepito.
21. Agli effetti del presente articolo è considerata malattia anche l'infermità derivante da infortunio non coperto da assicurazione obbligatoria.

Nota a verbale
La situazione dei lavoratori sottoposti a trattamento di emodialisi o affetti da morbo di Cooley, nonché dei lavoratori affetti da neoplasie, sarà considerata dall'azienda con la massima attenzione facendo riferimento alle disposizioni assistenziali vigenti.
 Art. 3 (Trattamento in caso di gravidanza e puerperio)
1. In caso di gravidanza e puerperio si applicano le norme di legge.
2. In tal caso, alla lavoratrice assente, nei due mesi prima del parto e nei tre mesi ad esso successivi, sarà corrisposta la normale retribuzione mensile.
3. Ove durante il periodo di interruzione del servizio per gravidanza e puerperio intervenga malattia, si applicheranno le disposizioni relative a quell’istituto, a partire dal giorno in cui la malattia stessa si è manifestata e sempreché dette disposizioni risultino più favorevoli alla lavoratrice interessata.

Art. 4 (Congedo matrimoniale)
1. In caso di matrimonio compete ai lavoratori ed alle lavoratrici non in prova un congedo di 15 giorni consecutivi durante il quale detti lavoratori sono considerati a tutti gli effetti in attività di servizio.
2. Il congedo non potrà essere computato sul periodo di ferie annuali, né potrà essere considerato quale periodo di preavviso di licenziamento.
3. La richiesta del congedo deve essere avanzata dagli aventi diritto con un preavviso di almeno sei giorni dal suo inizio, salvo casi eccezionali.
4. Il congedo matrimoniale è altresì dovuto alla lavoratrice che si dimetta per contrarre matrimonio.
5. Il congedo matrimoniale spetta ad entrambi i coniugi quando l'uno e l'altro ne abbiano diritto.

Nota a verbale
Per gli operai l’ammontare dell’indennità per congedo matrimoniale non sarà inferiore a 80 ore di normale retribuzione.

Art. 5 (Diritto allo studio)
1. A far data dal 1° gennaio 2001 verrà determinato, all'inizio di ogni triennio, su richiesta delle Rappresentanze sindacali unitarie, il monte ore messo a disposizione di tutti i dipendenti per l'esercizio del diritto allo studio qui disciplinato, moltiplicando ore sette annue per tre e per il numero totale dei dipendenti occupati nell'azienda in quella data, salvo successivi conguagli annuali in relazione alle variazioni del numero dei dipendenti.
 2. I lavoratori che contemporaneamente potranno assentarsi da ciascuna unità produttiva per l'esercizio del diritto allo studio non dovranno superare il due per cento del totale della forza occupata; dovrà essere comunque garantito in ogni area lo svolgimento dell'attività produttiva, mediante accordi con le Organizzazioni sindacali.
3. Le ore di permesso, da utilizzare nell'arco del triennio, sono usufruibili anche in un solo anno.
4. I lavoratori che, al fine di migliorare la propria cultura, anche in relazione all'attività dell'azienda, intendono frequentare, presso istituti pubblici o legalmente riconosciuti, corsi di studio, hanno diritto, sussistendo le condizioni indicate, di usufruire di permessi retribuiti a carico del monte ore triennale come sopra definito. In tal caso i permessi retribuiti potranno essere richiesti per un massimo di 150 ore pro-capite per triennio, utilizzabili anche in un solo anno, sempreché il corso al quale il lavoratore intende partecipare si svolga per un numero di ore doppio di quelle richieste come permesso retribuito.
5. Per l'esercizio del diritto allo studio il dipendente interessato dovrà presentare domanda scritta all'azienda nei termini e con le modalità in atto a livello aziendale.
6. Qualora il numero dei richiedenti comporti il superamento di un terzo del monte ore triennale o determini l'insorgere di situazioni contrastanti con le condizioni di cui al 2° comma, la Direzione e le Rappresentanze sindacali unitarie stabiliranno, tenendo presenti le istanze espresse dai lavoratori in ordine alla frequenza dei corsi, i criteri obiettivi per la identificazione dei beneficiari dei permessi (quali età, anzianità di servizio, caratteristiche dei corsi di studio, ecc.), fermo restando quanto previsto al 2° comma.
7. Saranno ammessi ai corsi coloro che siano in possesso dei necessari requisiti e sempre che ricorrano le condizioni indicate ai commi precedenti.
8. I lavoratori dovranno fornire all'azienda un certificato di iscrizione al corso e, successivamente, certificati di frequenza con l'indicazione delle ore relative.
 Art. 6 (Facilitazioni particolari per i lavoratori studenti)
1. I lavoratori studenti, iscritti e frequentanti corsi regolari di studio in scuole di istruzione primaria, secondaria e di qualificazione professionale statali, parificate o legalmente riconosciute o comunque abilitate al rilascio di titoli legali di studio, saranno immessi, su loro richiesta, in turni di lavoro che agevolino la frequenza ai corsi e la preparazione agli esami.
2. Sempre su loro richiesta saranno esonerati dal prestare lavoro straordinario e durante i riposi settimanali.
3. I lavoratori studenti, compresi quelli universitari, che devono sostenere prove di esame, possono usufruire, su richiesta, di permessi retribuiti per tutti i giorni di esame e per i due giorni lavorativi precedenti ciascun esame nel caso di esami universitari, ovvero la sessione di esami negli altri casi. Questi permessi non intaccano il monte ore a disposizione in base alla norma del diritto allo studio di cui all'articolo precedente.
4. Inoltre i lavoratori studenti potranno richiedere, nel corso dell'anno solare, 120 ore di permesso non retribuito il cui utilizzo verrà programmato trimestralmente pro-quota, in sede aziendale, compatibilmente con le esigenze produttive ed organizzative dell'azienda.
5. I permessi non saranno retribuiti per gli esami universitari che siano stati sostenuti per più di due volte nello stesso anno accademico.
6. Il lavoratore interessato dovrà produrre le certificazioni necessarie all'esercizio dei diritti di cui al presente articolo.

Art. 7 (Agevolazioni in caso di accesso a programmi di riabilitazione per tossicodipendenza ed a favore di familiari di minori con handicap)
1. Ai sensi e per gli effetti della L. 26 giugno 1990, n. 162, e del Testo Unico approvato con D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, il lavoratore del quale venga accertato lo stato di tossicodipendenza e che intenda accedere ai  programmi terapeutici e di riabilitazione presso i servizi sanitari delle unità sanitarie locali o di altre strutture terapeutico-riabilitative e socio-assistenziali, se assunto a tempo indeterminato, ha diritto alla conservazione del posto di lavoro per il tempo in cui la sospensione della prestazione lavorativa è dovuta all'esecuzione del trattamento riabilitativo e comunque per un periodo non superiore a tre anni secondo le specifiche modalità di seguito definite:
a) il dipendente che intenda avvalersi di detto periodo di aspettativa è tenuto a presentare alla Direzione la documentazione di accertamento dello stato di tossicodipendenza rilasciata dal servizio pubblico per le tossicodipendenze e il relativo programma di riabilita-zione ai sensi dell'art. 122 del citato Testo unico;
b) il dipendente interessato dovrà inoltre presentare, con periodicità mensile, la documentazione rilasciata dalla struttura presso la quale sta eseguendo il programma terapeutico attestante l'effettiva prosecuzione del programma stesso;
c) il rapporto di lavoro si intende risolto qualora il lavoratore non riprenda servizio entro sette giorni dal completamento della terapia di riabilitazione o dalla scadenza del periodo massimo di aspettativa ovvero dalla data dell'eventuale volontaria interruzione anticipata del programma terapeutico;
d) previa richiesta scritta l'azienda concederà - compatibilmente con le esigenze tecnico-produttive -  ai lavoratori che ne facciano richiesta per la necessità, attestata dal servizio pubblico per le tossicodipendenze, di concorrere al programma terapeutico e socio-riabilitativo seguito da un familiare tossicodipendente, un periodo di aspettativa non superiore a quattro mesi anche frazionabile per periodi non inferiori ad un mese.
2. Durante il periodo di aspettativa di cui al comma precedente non decorrerà retribuzione né si avrà decorrenza di anzianità di servizio per alcun istituto di legge e/o di contratto.
3. Nell'attuazione degli adempimenti disciplinati dal presente articolo sarà posta particolare attenzione a tutela della riservatezza dei soggetti interessati.

Dichiarazione a verbale
L'azienda dichiara che attuerà con le modalità e nelle misure indicate dall'art. 33 della L. 5 febbraio 1992, n. 104, le agevolazioni previste a favore dei genitori (o parenti o affini entro i1 3° grado) di minori con handicap in condizione di gravità.
Art. 8 (Aspettativa)
1. I lavoratori con oltre dieci anni di anzianità di servizio potranno richiedere, per una sola volta in costanza del rapporto di lavoro, un periodo di aspettativa della durata minima di 1 mese e massima di 6 non frazionabili, durante il quale non decorrerà retribuzione né si avrà decorrenza dell'anzianità per nessun istituto.
2. I lavoratori dovranno avanzare richiesta scritta del periodo di aspettativa specificandone le motivazioni. La Direzione potrà concedere il beneficio, tenendo conto delle necessità tecnico-organizzative e comunque per un numero di dipendenti contemporaneamente non eccedente l’uno per cento del totale della forza dell'unità produttiva di cui il richiedente fa parte. Gli eventuali valori frazionari risultanti dall'applicazione della suddetta percentuale saranno arrotondati all'unità superiore.
3. In tali casi è consentita, ai sensi dell'art. 23 della L. 28 febbraio 1987, n. 56, l'assunzione di personale con contratto a tempo determinato per sostituire i lavoratori assenti.
4. Durante il periodo di aspettativa è vietata qualsiasi attività a fine di lucro.
5. L'aspettativa per i lavoratori chiamati a funzioni pubbliche elettive o a ricoprire cariche sindacali provinciali e nazionali, per i lavoratori in malattia e per i lavoratori che intendano avvalersi delle disposizioni di cui al precedente art. 4 della presente Sezione, è regolata dalle norme di legge e di contratto.
6. La sospensione dal lavoro per riduzione o interruzione di attività non interrompe l'anzianità di servizio dei lavoratori.
7. La sospensione totale o parziale della prestazione di lavoro per la quale sia prevista l'integrazione salariale è regolata, ai fini del trattamento di fine rapporto, dalla L. 29 maggio 1982, n. 297.
10. I congedi parentali sono regolati dalla specifica legislazione vigente.

Nota a verbale

Le Parti si incontreranno entro il 31 dicembre 2000 per gli adempimenti contrattuali conseguenti alla legge sui congedi parentali.
 Sez. 6 - PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI

Art. 1 (Provvedimenti disciplinari)
1. L'inosservanza, da parte del lavoratore, delle disposizioni contenute nel presente contratto può dar luogo, secondo la gravità dell'infrazione, all'applicazione dei seguenti provvedimenti:
a) richiamo verbale;
b) ammonizione scritta;
c) multa non superiore a tre ore della retribuzione base;
d) sospensione dal lavoro e dalla retribuzione fino ad un massimo di tre giorni;
e) licenziamento per mancanze ai sensi del successivo art. 3 della presente Sezione.
2. Il datore di lavoro non potrà adottare alcun provvedimento disciplinare nei confronti del lavoratore senza avergli preventivamente contestato l'addebito e senza averlo sentito a sua difesa.
3. Salvo che per il richiamo verbale, la contestazione dovrà essere effettuata per iscritto e i provvedimenti disciplinari non potranno essere comminati prima che siano trascorsi cinque giorni, nel corso dei quali il lavoratore potrà presentare le sue giustificazioni.
4. Se il provvedimento non verrà comminato entro i sei giorni successivi a tali giustificazioni, queste si riterranno accolte.
5. Il lavoratore potrà presentare le proprie giustificazioni anche verbalmente, con l'eventuale assistenza di un rappresentante dell'Associazione sindacale cui aderisce, ovvero di un componente la Rappresentanza sindacale unitaria.
6. La comminazione del provvedimento dovrà essere motivata e comunicata per iscritto.
7. I provvedimenti disciplinari di cui alle lett. b), c) e d) del 1° comma potranno essere impugnati dal lavoratore in sede sindacale, secondo le norme contrattuali relative alle vertenze.
8. Il licenziamento per mancanze di cui al successivo art. 3 della presente Sezione potrà essere impugnato secondo le procedure previste dall'art. 7 della L. 15 luglio 1966, n 604, confermate dall'art. 18 della L. 20 maggio 1970, n 300.
9. Non si terrà conto a nessun effetto dei provvedimenti disciplinari decorsi due anni dalla loro comminazione.

Art. 2 (Ammonizioni scritte, multe e sospensioni)
1. Incorre nei provvedimenti di ammonizione scritta, multa o sospensione il lavoratore che:
a) non si presenti al lavoro o abbandoni il proprio posto di lavoro senza giustificato motivo oppure non giustifichi l'assenza entro il giorno successivo a quello dell'inizio dell'assenza stessa, salvo il caso di impedimento giustificato;
b) senza giustificato motivo ritardi l'inizio del lavoro o lo sospenda o ne anticipi la cessazione;
c) compia lieve insubordinazione nei confronti dei superiori;
d) esegua negligentemente o con voluta lentezza il lavoro affidatogli;
e) per disattenzione o negligenza guasti il materiale della sede o il materiale in lavorazione;
f) venga trovato in stato di manifesta ubriachezza, durante l'orario di lavoro;
g) fuori dell'azienda compia, per conto terzi, lavoro di pertinenza dell'azienda stessa;
h) contravvenga al divieto di fumare, laddove questo esista e sia indicato con apposito cartello;
i) esegua entro l'azienda lavori di lieve entità per conto proprio o di terzi, fuori dell'orario di lavoro e senza sottrazione di materiale dell'azienda, con uso di mezzi dell'azienda stessa;
l) in altro modo trasgredisca l'osservanza del presente contratto o commetta qualsiasi mancanza che porti pregiudizio alla disciplina, alla morale, all'igiene e alla sicurezza della sede.
2. L'ammonizione verrà applicata per le mancanze di minor rilievo; la multa e la sospensione per quelle di maggior rilievo.
3. L'importo delle multe che non costituiscono risarcimento di danni è devoluto all’INPS.
 
 

Art. 3 (Licenziamenti per mancanze)
1. Incorre nel provvedimento del licenziamento con preavviso il lavoratore che commetta infrazioni alla disciplina ed alla diligenza del lavoro che, pur essendo di maggior rilievo di quelle contemplate nell'articolo precedente, non siano così gravi da rendere applicabile la sanzione di cui al comma successivo. A titolo indicativo rientrano nelle predette infrazioni:
a) insubordinazione ai superiori;
b) sensibile danneggiamento colposo al materiale della sede o al materiale di lavorazione;
c) esecuzione senza permesso di lavori nell'azienda per conto proprio o di terzi, di lieve entità senza impiego di materiale dell'azienda;
d) rissa nella sede fuori dei reparti di operatività;
e) abbandono del posto di lavoro da parte del personale a cui siano specificamente affidate mansioni di sorveglianza, custodia, controllo, fuori dei casi previsti al punto e) del comma successivo;
f) assenze ingiustificate prolungate oltre quattro giorni consecutivi o assenze ripetute per tre volte in un anno nel giorno seguente alle festività o alle ferie;
g) condanna ad una pena detentiva comminata al lavoratore, con sentenza passata in giudicato, per azione commessa non in connessione con lo svolgimento del rapporto di lavoro, che leda la figura morale del lavoratore;
h) recidiva in qualunque delle mancanze contemplate nell'articolo precedente, quando siano stati comminati due provvedimenti di sospensione, salvo quanto disposto dall'ultimo comma del precedente art. 1.
2. Incorre nel provvedimento del licenziamento senza preavviso il lavoratore che provochi all'azienda grave nocumento morale o materiale o che compia, in connessione con lo svolgimento del rapporto di lavoro, azioni che costituiscono delitto a termine di legge.
A titolo indicativo rientrano nelle infrazioni di cui sopra:
a) grave insubordinazione ai superiori;
b) furto nell'azienda;
c) trafugamento di oggetti, piani, progetti o documenti dell'azienda;
d) danneggiamento volontario al materiale dell'azienda o agli impianti;
e) abbandono del posto di lavoro da cui possa derivare pregiudizio alla incolumità delle persone o alla sicurezza degli impianti, comunque compimento di azioni che implichino gli stessi pregiudizi;
f) fumare dove ciò può provocare pregiudizio all'incolumità delle persone od alla sicurezza degli impianti;
g) esecuzione senza permesso di lavori nell'azienda per conto proprio o di terzi, di non lieve entità e/o con l'impiego di materiale dell'azienda;
h) rissa nell'interno dei reparti di lavorazione.

Art. 4 (Sospensione cautelare non disciplinare)
1. In caso di licenziamento per mancanze di cui al secondo comma del precedente art. 3 (senza preavviso), l'azienda potrà disporre la sospensione cautelare non disciplinare del lavoratore con effetto immediato, per un periodo massimo di sei giorni.
2. L’azienda comunicherà per iscritto al lavoratore i fatti rilevanti ai fini del provvedimento e ne esaminerà le eventuali deduzioni contrarie. Ove il licenziamento venga comminato, esso avrà effetto dal momento della disposta sospensione.
 Sez. 7 – AMBIENTE DI LAVORO

Art. 1 (Ambiente di lavoro – Igiene e sicurezza)
1. I diritti e doveri delle parti in materia di prevenzione e sicurezza del lavoro sono quelli fissati dal Decreto Legislativo 19 settembre 1994, n. 626, come integrato dal Decreto Legislativo 19 marzo 1996, n. 242, e successive modifiche.

 Sez. 8 - APPALTI

Art. 1 (contratti di appalto)
1. I contratti di appalto di opere e servizi sono disciplinati dalle norme di legge in materia.
2. Durante il periodo di vigenza del presente contratto l’azienda fornirà alle Organizzazioni sindacali una informativa sugli appalti continuativi di opere e servizi stipulati per esigenze tecniche, organizzative, gestionali ed economiche.
3. Restano comunque salvi gli appalti aventi carattere di continuità relativi ad attività diverse da quelle proprie dell’Azienda e quelli relativi alle attività di installazione e montaggio in cantiere.

 Sez. 9 - DISPOSIZIONI DIVERSE

Art. 1 (Rapporti in azienda)
1. Nell'ambito del rapporto di lavoro, il lavoratore dipende dai rispettivi superiori, come previsto dall'organizzazione aziendale.
2. I rapporti tra i lavoratori, a tutti i livelli di responsabilità nell'organizzazione aziendale, saranno improntati a reciproca correttezza ed educazione
3. In armonia con la dignità del lavoratore i superiori impronteranno i rapporti con i dipendenti a sensi di collaborazione e urbanità.
4. Verranno evitati comportamenti importuni, offensivi e insistenti deliberatamente riferiti alla condizione sessuale che abbiano la conseguenza di determinare una situazione di rilevante disagio della persona cui essi sono rivolti, anche al fine di subordinare all'accettazione o al rifiuto di tali comportamenti la modifica delle sue condizioni di lavoro.
5. L'azienda avrà cura di mettere il lavoratore in condizioni di evitare possibili equivoci circa le persone alle quali, oltre che al superiore diretto, egli è tenuto a rivolgersi in caso di necessità e delle quali è tenuto ad osservare le disposizioni.
6. L'azienda deve inoltre comunicare ai lavoratori interessati i nominativi e le mansioni specifiche del personale addetto alla vigilanza dell'attività lavorativa.
7. Il lavoratore deve osservare l'orario di lavoro e adempiere le formalità prescritte dall'azienda per il controllo delle presenze, con espresso divieto di alterare o falsificare i dati della presenza propria o di altro lavoratore. Egli inoltre deve svolgere le mansioni affidategli con la dovuta diligenza, osservare le disposizioni del presente contratto, nonché quelle impartite dai superiori, avere cura dei locali e di tutto quanto è a lui affidato (mobili, attrezzature, macchinari, strumenti, ecc.), rispondendo delle perdite, degli eventuali danni che siano imputabili a sua colpa o negligenza nonché delle arbitrarie modifiche da lui apportate agli oggetti in questione.
8. La valutazione dell'eventuale danno deve essere fatta obiettivamente e l'ammontare del danno deve essere preventivamente contestato al lavoratore. 9. L'ammontare delle perdite e dei danni di cui ai commi precedenti potrà essere trattenuto ratealmente sulla retribuzione con quote non superiori al dieci per cento della retribuzione stessa. In caso di risoluzione del rapporto di lavoro, la trattenuta verrà effettuata sull'ammontare di quanto spettante al lavoratore, fatte salve le disposizioni e i limiti di legge
10. Il lavoratore deve conservare assoluta segretezza sugli interessi dell'azienda; inoltre non dovrà trarre profitto, con danno dell'imprenditore, da quanto forma oggetto delle sue mansioni nell'azienda, né svolgere attività contraria agli interessi della produzione aziendale, né abusare, dopo risolto il rapporto di lavoro ed in forma di concorrenza sleale, delle notizie attinte durante il servizio.
11. Eventuali patti di limitazione dell'attività professionale del lavoratore per il tempo successivo alla risoluzione del rapporto sono regolati a norma dell'art. 2125 c.c..
12. Le infrazioni a tali disposizioni, come previsto nella precedente Sezione 6, daranno luogo a provvedimenti disciplinari che potranno giungere fino al licenziamento per mancanze ai sensi dell'art. 3 della stessa Sezione.

Art. 2 (Divieti)
1. Il lavoratore non potrà prestare la propria opera presso aziende diverse da quella che ha provveduto all’assunzione, salvo il caso di sospensione dal lavoro senza trattamento economico.
2. Non sono consentite in azienda le collette, le raccolte di firme e la vendita di biglietti e di oggetti, oltre i limiti previsti dalla L. 20 maggio 1970, n. 300.

Art. 3 (Visite di inventario e di controllo)
1. Il lavoratore non può rifiutare la visita di inventario degli oggetti, attrezzature, strumenti o utensili affidatigli.
2. Le visite personali di controllo sul lavoratore potranno essere effettuate ai sensi della L. 20 maggio 1970, n. 300.

Art. 4 (Norme speciali)
1. Oltre che al presente contratto di lavoro i lavoratori devono uniformarsi, nell'ambito del rapporto di lavoro, a tutte le altre norme che potranno essere stabilite dalla Direzione purché tali norme non contengano modificazioni o limitazioni dei diritti derivanti al lavoratore dal presente contratto e dagli altri accordi vigenti.
2. Le norme in ogni caso dovranno essere portate a conoscenza del lavoratore.

Art. 5 (Cessione, trasformazione e trapasso di azienda)
1. La cessione o trasformazione dell'azienda non determina normalmente la risoluzione del rapporto di lavoro ed in tal caso il lavoratore conserva, nei confronti del nuovo titolare, i diritti acquisiti (anzianità di servizio, categoria, mansioni, ecc.) e gli obblighi derivanti dal presente contratto di lavoro.

Art. 6 (Inscindibilità delle disposizioni contrattuali)
1. Le disposizioni del presente contratto, nell'ambito di ogni istituto, sono correlative ed inscindibili fra loro e non sono cumulabili con alcun altro trattamento.
2. Agli effetti del precedente comma si considerano costituenti un unico istituto il complesso degli istituti di carattere normativo regolamentare (norme generali disciplinari, ferie, preavviso e trattamento di fine rapporto, malattia ed infortunio, gravidanza e puerperio).
 Sez. 10 - ESTINZIONE DEL RAPPORTO

Art. 1 (Consegna dei documenti alla cessazione del rapporto di lavoro)
1. Entro il giorno successivo all'effettiva cessazione del rapporto di lavoro l'azienda metterà a disposizione del lavoratore per il ritiro i documenti dovutigli, regolarmente aggiornati, e il lavoratore rilascerà regolare ricevuta.
2. Ferme restando le disposizioni di legge, qualora per circostanze eccezionali indipendenti dalla volontà dell'azienda questa non fosse in grado di consegnare i documenti, dovrà rilasciare al lavoratore una dichiarazione scritta che serva di giustificazione al lavoratore stesso per richiedere i documenti necessari per instaurare un eventuale nuovo rapporto di lavoro.

Art. 2 (Certificato di lavoro)
1. Ai sensi dell'art. 2124 c.c. l'azienda dovrà rilasciare al lavoratore, all'atto della risoluzione del rapporto di lavoro, qualunque ne sia la causa e sempreché non sia obbligatorio il libretto di lavoro, un certificato con indicazione del tempo durante il quale il lavoratore stesso è stato occupato alle sue dipendenze e delle mansioni esercitate.

Art. 3 (Indennità in caso di morte)
1. In caso di morte del lavoratore l'indennità sostitutiva del preavviso e il trattamento di fine rapporto saranno corrisposti a norma dell'art. 2122 c.c., così come modificato dalla sentenza n. 8 del 19 gennaio 1972 della Corte Costituzionale.

Art. 4 (Trattamento di fine rapporto)
1. All'atto della risoluzione del rapporto l'azienda corrisponderà al lavoratore un trattamento di fine rapporto da calcolarsi secondo quanto disposto dall'art. 2120 c.c. e dalla L. 29 maggio 1982, n. 297.
 

Dichiarazione a verbale
Le Parti, in attuazione di quanto previsto dal secondo comma dell'art. 2120 c.c., convengono che la retribuzione, comprensiva delle relative maggiorazioni, afferente alle prestazioni di lavoro effettuate oltre il normale orario di lavoro, è esclusa dalla base di calcolo del trattamento di fine rapporto.
 Sez. 11 - RECLAMI E CONTROVERSIE

Art. 1 (Reclami e controversie)
1. Ferme restando le possibilità di accordo diretto tra le parti interessate per eventuali reclami sull'applicazione del presente contratto, le controversie individuali e collettive tra azienda e lavoratori saranno risolte possibilmente in prima istanza tra la Direzione e le Rappresentanze sindacali unitarie e, in difetto di accordo, dalle rispettive competenti Organizzazioni sindacali.
2. Le controversie collettive sull'applicazione del presente contratto saranno esaminate dalle competenti Organizzazioni sindacali a livello territoriale e, in caso di mancato accordo, a livello nazionale.
 Sez. 1 – IMPIEGATI E QUADRI

Art. 1 (Soggetti destinatari della Sezione 1)
1. Le norme contenute nella Sezione 1 della presente Parte speciale si applicano ai lavoratori la cui prestazione possiede i requisiti stabiliti dalla L. 18 marzo 1926, n. 562, che detta le disposizioni relative al contratto di impiego privato, ed ai lavoratori cui è attribuita la qualifica di quadro a norma dell'art. 1, Sezione 2 della Parte comune.

Art. 2 (Passaggio del lavoratore di cui alla Sezione 2 alla disciplina di cui alla Sezione 1)
1. Nei casi che comportano il passaggio dalla Sezione 2 alla Sezione 1 della presente Parte speciale, l'anzianità di servizio maturata sotto la disciplina della Sezione 2 verrà computata per il 50% agli effetti delle ferie, malattia, preavviso di licenziamento e di dimissioni.

Art. 3 (Periodo di prova)
1. L'assunzione può avvenire con un periodo di prova non superiore a sei mesi per i quadri e per gli impiegati inquadrati nella 6a e 7a categoria e a tre mesi per gli impiegati delle altre categorie professionali.
 2. Il periodo di prova è ridotto rispettivamente a tre e a due mesi nei seguenti casi:
a) amministrativi che con analoghe mansioni abbiano prestato servizio per almeno un biennio presso altre aziende;
b) tecnici che con analoghe mansioni abbiano prestato servizio per almeno un biennio presso le altre aziende che esercitano la stessa attività.
3. L'obbligo del periodo di prova deve risultare dalla lettera di assunzione di cui all'art. 1, Sezione 1 della Parte comune e non è ammessa né la protrazione né la rinnovazione salvo quanto previsto dal comma successivo.
4. Nel caso in cui il periodo di prova venga interrotto per causa di malattia o di infortunio, il lavoratore sarà ammesso a completare il periodo di prova stesso qualora sia in grado di riprendere il servizio entro tre mesi.
5. Nel corso del periodo di prova la risoluzione del rapporto di lavoro può aver luogo in qualsiasi momento a iniziativa di ciascuna delle parti e non fa ricorrere il reciproco obbligo del preavviso né della relativa indennità sostitutiva.
6. Scaduto il periodo di prova senza che sia intervenuta la disdetta l'assunzione del lavoratore diviene definitiva e l'anzianità di servizio decorrerà dal giorno dell'assunzione stessa.
7. Durante il periodo di prova sussistono fra le parti i diritti e gli obblighi previsti dal presente contratto salvo che non sia diversamente disposto dal contratto stesso.
8. Per quanto concerne il compenso afferente il periodo di prova interrotto e non seguito da conferma, l'azienda è tenuta a retribuire il solo periodo di servizio prestato qualora la risoluzione sia avvenuta per dimissioni o qualora essa sia avvenuta per licenziamento durante i primi due mesi nel caso del quadro e dell'impiegato inquadrato nella 6a e 7a categoria professionale o durante il primo mese nel caso dell'impiegato delle altre categorie professionali In tutti gli altri casi l'azienda è tenuta a corrispondere la retribuzione fino alla metà o alla fine del mese in corso a seconda che il licenziamento avvenga entro la prima o entro la seconda quindicina del mese stesso.

Art. 4 (Festività)
1. Le ore di lavoro compiute nei giorni festivi anche se infrasettimanali saranno compensate, in aggiunta alla normale retribuzione mensile, con la retribuzione oraria aumentata della maggiorazione per lavoro festivo.
2. Qualora le festività di cui ai punti b) e c) dell’art. 3, comma 6, Sezione 3 della Parte comune ricorrano nel periodo di assenza dovuta a malattia o ad infortunio compensato con retribuzione ridotta, l'azienda integrerà tale trattamento fino a raggiungere per la giornata festiva la normale retribuzione giornaliera.
3. Qualora una delle festività elencate ai punti a), b) e c) del comma citato al comma precedente cada di domenica, ai lavoratori è dovuto, in aggiunta alla normale retribuzione mensile, l'importo di una quota giornaliera della retribuzione pari a 1/26 della retribuzione mensile stessa.
4. Tale trattamento è dovuto, per il giorno di domenica coincidente con una delle dette festività, anche a coloro che, nei casi consentiti dalla legge, lavorino di domenica, godendo il prescritto riposo compensativo in altro giorno della settimana, fermo restando che non è dovuto alcun compenso nel caso di coincidenza della festività col giorno di riposo compensativo. Al trattamento in parola si aggiunge  inoltre, per coloro che lavorano di domenica, il compenso previsto dall’art. 5, Parte comune – Sezione 3 per tali prestazioni.

Art. 5 (Passaggio temporaneo di mansioni)
1. Il prestatore di lavoro deve essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto o a quelle corrispondenti alla categoria superiore che abbia successivamente acquisito ovvero a mansioni equivalenti alle ultime effettivamente svolte, senza alcuna diminuzione della retribuzione.
2. I lavoratori che disimpegnino, non continuativamente, mansioni di categoria superiore hanno diritto al passaggio a detta categoria superiore purché la somma dei singoli periodi, nel giro massimo di 3 anni, raggiunga mesi 9 per il passaggio alla 6a categoria professionale e mesi 6 per il passaggio alla 5a categoria professionale.
3. L'esplicazione di mansioni di categoria superiore in sostituzione di altro lavoratore assente per permesso o congedo, malattia, gravidanza e puerperio, infortunio, ferie, servizio militare di leva o richiamo di durata non superiore alla durata normale del servizio di leva, aspettativa, non dà luogo a passaggio di categoria, salvo il caso della mancata riammissione del lavoratore sostituito nelle sue precedenti mansioni.
4. Al lavoratore di cui alla presente parte speciale sez. 1, per il periodo di svolgimento temporaneo di mansioni inerenti a categoria superiore a quella d’appartenenza deve essere corrisposto, in aggiunta alla normale retribuzione, un compenso non inferiore alla differenza tra la predetta sua normale retribuzione e quella che gli sarebbe spettata in caso di passaggio definitivo alla categoria superiore.

Art. 6 (Indennità maneggio denaro – Cauzione)
1. Il lavoratore la cui normale mansione consista nel maneggio di denaro per riscossioni e pagamenti con responsabilità per errore anche finanziaria ha diritto a una particolare indennità mensile pari al sei per cento della retribuzione base.
2. Le somme eventualmente richieste a detto lavoratore a titolo di cauzione dovranno essere depositate e vincolate a nome del garante e del garantito presso un Istituto di credito di comune gradimento. I relativi interessi matureranno a favore del lavoratore.

Art. 7 (Infortuni sul lavoro)
1. Il lavoratore soggetto alla assicurazione obbligatoria per gli infortuni sul lavoro e malattie professionali avrà diritto alla conservazione del posto:
1) in caso di infortunio, fino alla guarigione clinica comprovata col rilascio del certificato medico definitivo da parte dell'istituto assicuratore;
2) in caso di malattia professionale, per un periodo pari a quello per il quale egli percepisce l'indennità per inabilità temporanea prevista dalla legge;
2. In tali fattispecie il lavoratore avrà inoltre diritto al trattamento economico previsto in caso di malattia non tenendo conto, ai fini del computo dei limiti temporali del trattamento stesso, dei periodi di assenza per infortunio sul lavoro e malattia professionale verificatisi precedentemente.
3. Per l'eventuale periodo di infortunio e di malattia professionale eccedenti a quanto previsto al comma 1 il lavoratore percepirà il normale trattamento assicurativo.
4. Per i lavoratori coperti da assicurazione obbligatoria o da eventuali previdenze assicurative predisposte dall'azienda, in caso di infortunio o di malattia professionale non si farà luogo al cumulo tra il trattamento previsto dal presente contratto e quello assicurativo riconoscendo in ogni caso a tali lavoratori il trattamento più favorevole.

Art. 8 (Servizio militare, servizi assimilati e volontariato civile)
1. La chiamata di leva o il richiamo alle armi non risolve il rapporto di lavoro.
2. Il lavoratore chiamato alle armi per servizio di leva o richiamato alle armi ha diritto alla conservazione del posto fino ad un mese dopo la cessazione del servizio militare.
3. Ai fini della anzianità utile per raggiungere i maggiori scaglioni previsti dal presente contratto per la misura delle ferie e del trattamento di malattia, il periodo di tempo trascorso sotto le armi sarà computato come anzianità di servizio sempreché il lavoratore chiamato alle armi presti almeno sei mesi di servizio dopo il rientro nella azienda senza dimettersi.
4. Se il lavoratore chiamato o richiamato alle armi risolve il rapporto di lavoro ha diritto a tutte le indennità spettanti a norma delle disposizioni vigenti all'atto della chiamata ma in tal caso non ricorre l'obbligo del preavviso né il diritto alla relativa indennità sostitutiva.
5. Le norme stabilite dal presente articolo si intendono completate con le disposizioni di legge in vigore al momento della chiamata o del richiamo alle armi, nonché da quanto contenuto nella L. 26 febbraio 1987, n. 49, sulla cooperazione dell'Italia con i Paesi in via di sviluppo.
6. Le norme stabilite dal presente articolo, coerentemente con gli ambiti e i limiti previsti dalla vigente normativa in materia, si applicano anche in caso di: servizio sostitutivo civile; arruolamento sostitutivo del servizio militare in armi o corpi speciali (ad esempio Vigili del Fuoco); servizio di volontariato civile e di cooperazione con i Paesi in via di sviluppo.

Art. 9 (Assenze e permessi)
1. Le assenze debbono essere giustificate al più tardi entro il giorno successivo a quello dell'inizio dell'assenza stessa, salvo il caso di impedimento giustificato.
2.  Sempreché ricorrano giustificati motivi e compatibilmente con le esigenze del servizio l'azienda consentirà al lavoratore che ne faccia richiesta di assentarsi dal lavoro per breve permesso.

Art. 10 (Preavviso di licenziamento e di dimissioni)
1. Il rapporto di lavoro a tempo indeterminato non può essere risolto da nessuna delle parti senza un preavviso i cui termini sono stabiliti come segue a seconda dell'anzianità e della categoria professionale cui appartiene il lavoratore.
 

 Anni di servizio Quadri, 7ª e 6ª Cat. 5ª Cat. 4ª, 3ª e 2ª Cat.
 Fino a 5 anni 2 mesi 1,5 mesi 1 mese
 Oltre 5 e fino a 10 anni 3 mesi 2 mesi 1,5 mesi
 Oltre i 10 anni 4 mesi 2,5 mesi 2 mesi

2 I termini di disdetta decorrono dalla metà o dalla fine di ciascun mese.
3. La parte che risolve il rapporto senza l'osservanza dei predetti termini di preavviso deve corrispondere all'altra una indennità pari all'importo della retribuzione per il periodo di mancato preavviso.
4. 4. Durante il compimento del periodo di preavviso in caso di licenziamento l'azienda concederà al lavoratore dei permessi per la ricerca di nuova occupazione; la distribuzione e la durata dei permessi stessi saranno stabilite dalla Direzione in rapporto alle esigenze dell'azienda.
5. 5. Il licenziamento e le dimissioni devono essere comunicati per iscritto.

Art. 11 (Trasferte)
1. Al lavoratore in missione per esigenze di servizio spetterà il rimborso delle spese effettive di viaggio corrispondenti ai mezzi normali di trasporto e delle altre spese vive necessarie per l'espletamento della missione. Spetterà inoltre il rimborso delle spese di vitto e di alloggio, quando la durata del servizio obblighi il lavoratore a incontrare tali spese, o una diaria giornaliera.
2. Gli importi del suddetto rimborso spese o diaria saranno riferiti al trattamento aziendale in atto.
3. Al lavoratore che durante la trasferta usufruisca delle ferie collettive e continuative di cui all'art. 5, Sezione 3 della Parte comune, verranno rimborsate le spese di viaggio qualora egli rientri nella sede normale di lavoro oppure, ma sempre con il limite di spese di cui sopra, qualora rientri nella propria abitazione.
4. Per quanto riguarda i trattamenti per malattia, infortunio e permessi vale quanto previsto rispettivamente ai punti V) e VIII) dell'art. 14, Parte speciale, Sezione 2, fermo restando che gli importi dei rimborsi  spese o diarie saranno riferiti al trattamento aziendale in atto.
 Sez. 2 – OPERAI

Art. 1 (Soggetti destinatari della Sezione 2)
1. Le norme contenute nella Sezione 2 della presente Parte speciale si applicano ai lavoratori la cui prestazione non possiede i requisiti stabiliti per le prestazioni svolte dai lavoratori a cui si applica la Sezione 1 della stessa Parte speciale e ai quali, invece, si applicano, fra le altre, le norme previste dal D.L.Lgt. 9 novembre 1945, n. 788, sulla Cassa integrazione guadagni.

Art. 2 (Periodo di prova)
1. L'assunzione del lavoratore avviene con un periodo di prova non superiore a 12 giorni di effettivo lavoro. Durante tale periodo è reciproco il diritto alla risoluzione del rapporto di lavoro in qualsiasi momento senza preavviso né relativa indennità sostitutiva.
2. Nel caso in cui il periodo di prova venga interrotto per causa di malattia o di infortunio, il lavoratore sarà ammesso a completare il periodo di prova stesso qualora sia in grado di riprendere il servizio entro 12 giorni lavorativi per il caso di malattia e 15 giorni lavorativi per il caso di infortunio.
3. Qualora la risoluzione del rapporto di lavoro avvenga per dimissioni o per licenziamento durante il periodo di prova, ovvero alla fine del periodo stesso, al lavoratore spetta la retribuzione delle ore di lavoro compiute.
4. Qualora alla scadenza del periodo di prova l'azienda non proceda alla disdetta del rapporto di lavoro, il lavoratore si intenderà confermato in servizio e la sua anzianità decorrerà dal giorno dell'assunzione.

Art. 3 (Entrata e uscita)
1. L'entrata dei lavoratori sarà regolata secondo gli orari e le modalità stabilite presso ciascuna sede.
2. Al ritardatario il conteggio delle ore di lavoro sarà effettuato a partire da un quarto d'ora o mezz'ora dopo l'inizio dell'orario di lavoro che avrebbe dovuto osservare, a seconda che il ritardo sia compreso nei primi 15 minuti o oltre i 15 e fino ai 30.
 Art. 4 (Sospensione e interruzione del lavoro)
1. In caso di interruzioni di lavoro di breve durata, dovute a causa di forza maggiore, nel conteggio della retribuzione non si terrà conto delle interruzioni stesse, quando queste, nella giornata, non superino nel loro complesso i 60 minuti.
2. In caso di interruzioni di lavoro che nella giornata superino nel loro complesso i 60 minuti, se l'azienda trattiene il lavoratore nella sede questi ha diritto alla retribuzione per tutte le ore di presenza.

Art. 5 (Sospensioni e riduzioni di lavoro)
1. In caso di riduzione o sospensione obbligatoria dell'orario di lavoro dovuta a provvedimenti di carattere generale, che interessi tutta l'industria, le Parti si rimettono alle disposizioni relative all'integrazione in quanto applicabili e agli accordi che potranno intervenire tra le Confederazioni interessate.

Art. 6 (Festività)
1. Nei casi di assenza dal lavoro nel giorno del S.Patrono di cui all’art. 3, comma 6°, punto c), Sezione 3 della Parte comune,  per i quali i lavoratori percepiscono un trattamento a carico dei relativi Istituti assistenziali (malattia, infortunio, gravidanza e puerperio, ecc.), l'azienda integrerà il trattamento corrisposto dagli Istituti predetti fino a raggiungere la normale retribuzione che il lavoratore avrebbe percepito se non fosse stato assente.

Art. 7 (Passaggio temporaneo di mansioni)
1. Il prestatore di lavoro deve essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto o a quelle corrispondenti alla categoria superiore che abbia successivamente acquisito ovvero a mansioni equivalenti alle ultime effettivamente svolte, senza alcuna diminuzione della retribuzione.
2. Nel caso di assegnazione a mansioni superiori il lavoratore ha diritto al trattamento corrispondente all'attività svolta e l'assegnazione stessa diviene definitiva, decorsi trenta giorni continuativi nell'esercizio delle dette mansioni superiori o settantacinque giorni non continuativi di esercizio delle dette mansioni superiori nell'arco di un anno.
 3. Tuttavia, l'esplicazione di mansioni di categoria superiori in sostituzione di altro lavoratore assente per permesso o congedo, malattia, gravidanza e puerperio, infortunio, ferie, servizio militare di leva o richiamo di durata non superiore a sei mesi, aspettativa, non dà luogo al passaggio di categoria per il periodo di tempo in cui dura la conservazione del posto per l'assente, salvo il caso della mancata riammissione del lavoratore sostituito nelle sue precedenti mansioni.

Art. 8 (Indumenti di lavoro)
1. Al lavoratore che, in determinati momenti o fasi di lavorazione, sia necessariamente esposto all'azione di sostanze particolarmente imbrattanti, deve essere data la possibilità di usare mezzi o indumenti protettivi in dotazione presso la sede mettendolo nelle condizioni idonee per il ricambio, durante il lavoro, e per la custodia del proprio abito.
2. Qualora l'azienda richieda che taluni lavoratori (ad esempio: fattorini, portieri, sorveglianti, autisti, ecc.) indossino abiti speciali o divise, dovrà provvedere a proprie spese alla loro fornitura.

Art. 9 (Infortuni sul lavoro e malattie professionali)
1. Si richiamano le disposizioni di legge circa gli obblighi assicurativi, previdenziali, di assistenza e soccorso e comunque per quanto non previsto dal presente articolo.
2. L'infortunio sul lavoro, anche se consente la continuazione dell'attività lavorativa, deve essere denunciato immediatamente dal lavoratore al proprio superiore diretto perché possano essere prestate le previste cure di pronto soccorso ed effettuate le denunce di legge.
3. Qualora durante il lavoro il lavoratore avverta disturbi che ritenga attribuibili all'azione nociva delle sostanze adoperate o prodotte nell'ambiente di lavoro, dovrà immediatamente avvertire il proprio superiore diretto, il quale deve informare la Direzione per i provvedimenti del caso.
4. Al lavoratore sarà conservato il posto:
a) in caso di infortunio, fino alla guarigione clinica comprovata col rilascio del certificato medico definitivo da parte dell'Istituto assicuratore;
b) in caso di malattia professionale, per un periodo pari a quello per il quale egli percepisca l'indennità per inabilità temporanea prevista dalla legge;
5. In tali casi, ove per postumi invalidanti il lavoratore non sia in grado di assolvere il precedente lavoro, sarà possibilmente adibito a mansioni più adatte alla propria capacità lavorativa.
6. Il lavoratore infortunato ha diritto alla normale retribuzione per la prima giornata nella quale abbandona il lavoro. Inoltre l’azienda corrisponderà al lavoratore assente per infortunio o malattia professionale una integrazione di quanto egli percepisce, in forza di disposizioni legislative e/o di altre norme, fino al raggiungimento del trattamento economico complessivo netto che l’impiegato di eguale anzianità e per pari periodo di infortunio o malattia professionale avrebbe globalmente percepito dall'azienda.
7. Per l'eventuale periodo di infortunio e di malattia professionale eccedente la scadenza di cui sopra, il lavoratore percepirà il normale trattamento assicurativo.
8. Al termine del periodo dell'invalidità temporanea o del periodo di degenza e convalescenza per malattia professionale, entro 48 ore dal rilascio del certificato di guarigione, salvo casi di giustificato impedimento, il lavoratore deve presentarsi alla sede per la ripresa del lavoro.
9. Qualora la prosecuzione dell'infermità oltre i termini di conservazione del posto di cui ai punti a) e b) del 4° comma non consenta al lavoratore di riprendere servizio, questi può risolvere il rapporto di lavoro con diritto al solo trattamento di fine rapporto. Ove ciò non avvenga e l'azienda non proceda al licenziamento, il rapporto rimane sospeso, salva la decorrenza dell'anzianità agli effetti del preavviso.
10. L'assenza per malattia professionale od infortunio, nei limiti dei periodi fissati dal presente articolo per la conservazione del posto, è utile ai fini del trattamento di fine rapporto e non interrompe la maturazione dell'anzianità di servizio a tutti gli effetti (ferie, tredicesima mensilità, ecc.).

Nota a verbale
In caso di infortunio e di malattia professionale non si farà luogo al cumulo tra il trattamento previsto dal presente contratto e quello assicurativo, riconoscendo in ogni caso al lavoratore il trattamento globalmente più favorevole.

Art. 10 (Servizio militare, servizi assimilati e volontariato civile)
1. Il caso di interruzione del servizio per chiamata alle armi per adempiere gli obblighi di leva è disciplinato dal D.L.C.P.S. 13 settembre 1946, n. 303, a norma del quale il rapporto di lavoro rimane sospeso per tutto il periodo di servizio militare ed il lavoratore ha diritto alla conservazione del posto fino a un mese dopo la cessazione del servizio stesso.
2. Il richiamo alle armi non risolve il rapporto di lavoro e il lavoratore ha diritto alla conservazione del posto fino ad un mese dopo la cessazione del servizio militare.
3. Il lavoratore che, salvo casi di comprovato impedimento, non si metta a disposizione dell'azienda entro un mese dalla data di cessazione del servizio militare potrà essere considerato dimissionario e come tale liquidato.
4. Le norme stabilite dal presente articolo, coerentemente con gli ambiti e i limiti previsti dalla vigente normativa in materia, si applicano anche in caso di: servizio sostitutivo civile; arruolamento sostitutivo del servizio militare in armi o corpi speciali (ad esempio Vigili del Fuoco); servizio di volontariato civile e di cooperazione con i Paesi in via di sviluppo.

Art. 11 (Assenze)
1. Le assenze debbono essere giustificate entro il giorno successivo a quello dell'inizio dell'assenza stessa, salvo il caso di impedimento giustificato.
2. L'assenza, ancorché giustificata o autorizzata, non consente la decorrenza della retribuzione.

Art. 12 (Permessi di entrata e uscita)
1. Durante le ore di lavoro il lavoratore non può lasciare la sede senza autorizzazione della Direzione.
2. Salvo le disposizioni di legge, a meno che non vi sia un esplicito permesso, non è consentito che un lavoratore entri o si trattenga nella sede in ore non comprese nel suo orario di lavoro; il lavoratore licenziato o sospeso non può entrare nella sede se non è autorizzato dalla Direzione.
Art. 13 (Preavviso di licenziamento e di dimissioni)
1. Il licenziamento del lavoratore non in prova, attuato non ai sensi del comma 2 dell'art. 3, Sezione 6 della Parte comune, o le dimissioni del lavoratore possono aver luogo in qualunque giorno della settimana con un preavviso di:
- 6 giorni lavorativi (40 ore), fino al 5° anno compiuto di anzianità di servizio;
- 9 giorni lavorativi (60 ore), oltre il 5° anno e fino al 10° anno compiuto di anzianità di servizio.
- 12 giorni lavorativi (80 ore), oltre il 10° anno compiuto di anzianità di servizio.
2. La parte che risolve il rapporto senza l'osservanza dei predetti termini di preavviso deve corrispondere all'altra l'indennità di mancato preavviso computata ai sensi dell'art. 2121 c.c., così come modificato dalla L. 29 maggio 1982, n. 297.
3. Il periodo di preavviso non può coincidere con il periodo di ferie.
4. Per i permessi che venissero richiesti dal lavoratore preavvisato di licenziamento, per la ricerca di nuova occupazione, interverranno accordi tra il lavoratore e la Direzione in base ai criteri normalmente seguiti nell'azienda.
5. Il licenziamento e le dimissioni devono essere comunicati per iscritto.

Art. 14 (Trasferte)
I) Ai lavoratori comandati a prestare la propria opera fuori dalla sede o cantiere per il quale sono stati assunti o nel quale fossero stati effettivamente trasferiti, compete un'indennità di trasferta che per sua natura ha lo scopo di risarcire forfettariamente le spese dagli stessi sostenute nell'interesse del datore di lavoro relative al pernottamento e ai pasti. Per tale motivo detta indennità non ha natura retributiva anche se corrisposta con continuità ai  lavoratori che prestano attività lavorativa in luoghi variabili o diversi da quello della sede aziendale e/o di assunzione.
Le Parti confermano che l'indennità così come disciplinata nel presente articolo continua ad essere esclusa dal calcolo della retribuzione spettante per tutti gli istituti di legge e/o di contratto.
Premesso che gli incrementi dell'indennità di trasferta sono ripartiti in ragione del quindici per cento per le quote relative ai pasti e per il settanta per cento per il pernottamento, la misura giornaliera dell'indennità di trasferta e delle sue quote è pari a:
Trasferta intera L. 58.550
Quota per il pasto meridiano o serale L. 19.050
Quota per il pernottamento L. 20.450
E' possibile sostituire l'indennità di trasferta, anche in modo parziale, con un rimborso a piè di lista pari agli importi di cui sopra maggiorati del quindici per cento.

II) In applicazione di quanto sopra specificato, al  lavoratore in trasferta verrà corrisposta un'indennità per ciascun pasto meridiano o serale e per il pernottamento, secondo le regole che seguono:
a) la corresponsione del sopra citato importo per il pasto è dovuta quando il lavoratore venga inviato in trasferta ad una distanza superiore ai venti km. dalla sede o cantiere per il quale è stato assunto o sia stato effettivamente trasferito.
Inoltre, l'importo per pasto meridiano è dovuto, indipendentemente dalla distanza chilometrica della trasferta, quando il lavoratore durante la pausa non retribuita, non possa rientrare nella sede di  origine e consumare il pasto usando i normali mezzi di trasporto oppure i mezzi messi a disposizione dall'azienda.
Non si farà luogo alla corresponsione dell'indennità di trasferta qualora il lavoratore che partecipi normalmente alla mensa aziendale della sede o sede di origine possa consumare  pasto presso la mensa della sede in cui sia stato comandato a prestare il proprio lavoro senza sostenere maggiore spesa rispetto a quella che avrebbe incontrata nella prima mensa, o possa usufruire di normali servizi sostitutivi (quali buoni pasto, convenzioni con ristoranti) messi a disposizione dell'azienda.
In caso di maggiore spesa si provvederà al rimborso della differenza fino a concorrenza dell'indennità prevista per il pasto meridiano;
b) la corresponsione dell'indennità per il pasto serale è dovuta al lavoratore che, usando dei mezzi normali di trasporto, non possa rientrare nella propria abitazione entro le ore 21 oppure entro le ore successive alle quali rientrerebbe partendo dalla sede di origine, alla fine del proprio orario normale di lavoro;
c) la corresponsione dell'indennità per il pernottamento è dovuta al lavoratore che, usando dei normali mezzi di trasporto, non possa rientrare nella propria abitazione entro le ore 22;
d) l'indennità giornaliera di cui al punto I) è dovuta quando si verificano congiuntamente le condizioni previste ai punti a), b), c).
Fermo restando che il lavoratore non ha alcun obbligo di presentare documentazione al fine di ottenere il rimborso forfetario, le Parti confermano che gli importi di cui alle lettere precedenti non saranno erogati nel caso in cui risulti in modo inconfutabile, ad esempio dai documenti di
viaggio, che il lavoratore non ha sopportato spese nell'interesse del datore di lavoro relative al pernottamento ed ai pasti.
Resta salva la facoltà della Direzione di disporre per esigenze tecniche, produttive ed organizzative, la permanenza del lavoratore nel luogo presso il quale è stato comandato, riconoscendo le relative quote dell'indennità di trasferta.
La permanenza in trasferta del lavoratore potrà di norma continuare per tutta la durata del cantiere o dell'opera presso il quale o per la quale lo stesso è stato comandato dall'azienda.

III) Trattamento per il tempo di viaggio. Al lavoratore comandato in trasferta, oltre al trattamento previsto ai precedenti punti I) e II), spetta un compenso per il tempo di viaggio, preventivamente approvato dall'azienda, in base ai mezzi di trasporto dalla stessa autorizzati per raggiungere la località di destinazione e viceversa, nelle seguenti misure:
a) corresponsione della normale retribuzione, per tutto il tempo coincidente col normale orario giornaliero di lavoro in atto nella sede o cantiere di origine;
b) corresponsione di un importo pari all'ottantacinque per cento, per le ore eccedenti il normale orario di lavoro di cui al punto a) con esclusione di qualsiasi maggiorazione ex art. 5 (lavoro straordinario, notturno e festivo) della Parte comune – Sezione 3..
Resta inteso che nel momento in cui il lavoratore viene comandato in trasferta, inizierà a percepire il trattamento previsto al punto I) del presente articolo.
Il tempo di viaggio dovrà essere comunicato all'azienda per il necessario riscontro agli effetti del compenso.

IV) L'indennità di trasferta giornaliera è dovuta ininterrottamente per tutti i giorni interi fra l'inizio ed il termine della trasferta, compresi anche i giorni festivi ed il sesto giorno della settimana, in caso di distribuzione dell'orario settimanale contrattuale su cinque giorni, nonché per i giorni di eventuale sospensione del lavoro per cause indipendenti dalla volontà del lavoratore e sarà computata dall'ora di partenza.

V) Malattia e infortunio. In caso di infortunio o malattia, il trattamento di trasferta è dovuto per un periodo massimo di giorni dieci, al termine dei quali il lavoratore potrà richiedere di tornare in sede, con diritto al rimborso delle spese di viaggio con i mezzi di trasporto occorrenti e delle spese di vitto e pernottamento, come previsto al successivo punto VI).  Resta salva la facoltà per l'azienda di disporre il rientro del lavoratore in qualsiasi momento.
Qualora il lavoratore sia ricoverato in ospedale o istituto di cura il trattamento di trasferta è dovuto sino al giorno del ricovero. Durante il periodo di degenza il trattamento che gli verrà riconosciuto sarà pari ad un terzo dell'importo dell'indennità di trasferta, fino ad un massimo di quindici giorni.
Particolari situazioni di lavoratori dichiarati non trasportabili dietro certificazione medica o non ricoverabili per carenza di strutture ospedaliere saranno esaminati caso per caso, ai fini dell'eventuale estensione del trattamento di trasferta.
Resta salva la facoltà per l'azienda di provvedere a proprie spese al rientro del lavoratore, dichiarato trasportabile dal medico, fino alla di lui abitazione. Ove il rientro sia stato richiesto dal lavoratore, al medesimo è dovuto il rimborso delle spese di viaggio con i mezzi di trasporto occorrenti e delle spese di vitto e pernottamento, come previsto al successivo punto VI).
VI) Rimborso spese viaggio. Ai lavoratori in trasferta saranno corrisposti adeguati anticipi sulle prevedibili spese di viaggio e soggiorno; in alternativa l'azienda fornirà al dipendente titoli prepagati  (biglietti di viaggio, ticket restaurant, voucher alberghieri) e/o proporrà una carta di credito personale i cui costi di iscrizione/rinnovo e canoni fissi saranno a carico dell'azienda stessa.

VII) Il lavoratore in trasferta dovrà rifiutarsi di lavorare in ore straordinarie, notturne e festive se non esplicitamente autorizzato dall'azienda; dovrà attenersi alle norme contrattuali per quanto riguarda la disciplina sul lavoro e alle istruzioni impartite dall'azienda per quanto riguarda l'esecuzione del lavoro cui sia adibito; inoltre, secondo le disposizioni impartite dall'azienda, dovrà provvedere alla registrazione del materiale avuto in consegna e delle ore di lavoro compiute, ad inviare rapporti periodici che fossero richiesti dall'azienda sull'andamento del lavoro e ad attuare tutto quanto necessario per la sua buona esecuzione.

VIII) Permessi. Al lavoratore in trasferta che ne faccia richiesta potranno essere concessi, compatibilmente con le esigenze del lavoro, dei permessi durante i quali cesserà ogni forma di trattamento economico di trasferta.
Quando la permanenza in trasferta del lavoratore abbia durata superiore a quattro mesi continuativi, l'azienda concederà, a richiesta scritta del lavoratore, oltre il tempo di viaggio con rimborso delle spese per i mezzi di trasporto autorizzati occorrenti per raggiungere la sede o cantiere di origine e per il ritorno e con l'aggiunta di un terzo o due terzi dell'indennità di trasferta a seconda che abbia consumato uno o due pasti durante il viaggio, una licenza minima di tre giorni dei quali uno retribuito.
E' fatto obbligo al lavoratore, pena la decadenza dal diritto di cui sopra, di effettuare la suddetta richiesta entro trenta giorni dalla maturazione del diritto medesimo.
L'azienda, compatibilmente con le esigenze del lavoro, concederà la licenza medesima entro un periodo non superiore a trenta giorni dalla data della richiesta avanzata.
Il lavoratore avrà facoltà di recuperare - secondo le necessità produttive dell'azienda - un giorno di permesso non retribuito nei sessanta giorni successivi alla data di godimento della licenza sopraddetta.
In caso di luttuosi o gravi eventi di famiglia relativi al coniuge, ai figli, ai genitori ed ai fratelli del lavoratore in trasferta, l'azienda dovrà, a richiesta del medesimo, concedere una licenza straordinaria per il tempo strettamente necessario, rimborsandogli le spese per i mezzi di trasporto occorrenti e con esclusione di ogni altro rimborso spese. Le spese di trasporto saranno rimborsate sino a concorrenza delle spese per il rientro alla sede o cantiere di origine e il ritorno, come sopra previsto, dietro documentazione dell'evento che ha determinato la concessione della licenza.

IX) La disciplina di cui al presente articolo non si applica nei confronti dei lavoratori:
a) che vengano esplicitamente ed esclusivamente assunti per prestare la loro opera nell'effettuazione di lavori di palificazione o stesura dei fili o cavi per linee telefoniche e simili, che per la loro esecuzione richiedono il successivo e continuo spostamento del lavoratore.
Per questi lavoratori, peraltro, la retribuzione base sarà maggiorata del trenta per cento. Inoltre nei confronti di tali lavoratori valgono le seguenti disposizioni:
in caso di infortunio o malattia sarà loro corrisposto il trenta per cento della retribuzione base, con i limiti di tempo e con le modalità previste, per il rimborso delle spese al lavoratore in trasferta, al punto V); nei casi e nei modi previsti al sopra citato punto sarà, inoltre, corrisposto il rimborso delle spese di trasporto per il rientro in sede.
Agli stessi dovranno essere rimborsate le eventuali spese di trasporto con i mezzi autorizzati.
I lavoratori che siano comandati a lavorare alternativamente nei lavori di cui sopra e presso le sedi o cantieri dell'azienda, si considerano in trasferta agli effetti del presente articolo.
Le Parti confermano che l'erogazione del trenta per cento della retribuzione base è alternativa al riconoscimento dell'indennità di trasferta;
b) che per l'attività esplicata devono normalmente spostarsi da località a località nell'ambito dello stesso centro urbano per la installazione e manutenzione di impianti in generale (ad es.: telefonici, di misurazione, manutenzione radio, commerciali).
Ai lavoratori di cui al sopra citato punto b), qualora ricorrano le condizioni previsto dalla lett. a) del punto II), verrà corrisposto l'importo pari ad un terzo dell'indennità di trasferta di cui al presente articolo a meno che non possano usufruire della mensa aziendale o dei normali servizi sostitutivi (quali buoni pasto, convenzioni con ristoranti) messi a disposizione dall'azienda.

X) Al lavoratore che durante la trasferta usufruisca delle ferie collettive e continuative di cui all'art. 12 della presente Sezione, verranno rimborsate le spese di viaggio qualora egli rientri nella sede normale di lavoro oppure, ma sempre con il limite di spese di cui sopra, qualora rientri nella propria abitazione. In tal caso verrà inoltre riconosciuto il trattamento relativo al tempo di viaggio di cui al punto III).

XI) L'azienda comunicherà al lavoratore, con un preavviso minimo di sette giorni, salvo casi imprevedibili ed eccezionali, la destinazione e la presumibile durata della trasferta ove la stessa sia prevista superiore a quattro mesi. Resta salva la facoltà dell'azienda di destinare a diverso cantiere il lavoratore interessato ogni qualvolta ricorrano esigenze tecniche od organizzative.

RETRIBUZIONI MENSILI
in vigore dal 1° giugno 2000
 

Categoria Retribuzione E.D.R. Ind.funzione Elemento Totale
   base(*)   (**)  retributivo

 Q 2.684.000 20.000 190.000  2.894.000
 7 2.684.000 20.000  115.000  2.819.000
 6 2.492.000 20.000   2.512.000
 5 2.208.000 20.000   2.228.000
 4 2.086.000 20.000   2.106.000
 3 2.013.500 20.000   2.033.500
 2 1.874.000 20.000   1.894.000
 1 1.737.500 20.000   1.757.500
 

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(*) I valori indicati comprendono gli importi relativi all’ex indennità di contingenza conglobata nelle seguenti misure: Q e 7a cat. L. 1.027.976; 6a cat. L. 1.020.386; 5a cat. L. 1.008.957; 4a cat. L.1.002.652; 3a cat. L. 999.245; 2a cat. L. 995.300; 1a cat. L. 989.940.
(**)  In applicazione del Protocollo 31 luglio 1992.
 Verbale di accordo in materia di contratti a tempo determinato
 
 
 

Tra  ACEA TELEFONICA S.p.A. e C.G.I.L. C.I.S.L. U.I.L.
 
 

Le Parti concordano che, in deroga al comma 2 dell’art. 3 Parte Comune, sez. 1 del C.C.L. 8 maggio 2000, l’Azienda, in relazione alle particolari esigenze poste dalla fase d’avvio delle attività e dell’organizzazione aziendale e a quanto convenuto nella premessa dello stesso contratto, potrà impiegare contemporaneamente sino a un massimo di 60 lavoratori con contratti a tempo determinato.
La presente deroga avrà validità non oltre il 31 luglio 2000 e comunque non oltre la scadenza di detti contratti.

Le parti si incontreranno entro il mese di luglio 2000 per verificare gli andamenti occupazionali complessivi, anche in relazione alle eventuali esigenze collegate all’attività del call center.

In occasione di successive assunzioni l’Azienda esaminerà, per i profili richiesti, anche le eventuali candidature da parte di personale assunto in precedenza con contratto a tempo determinato.

Roma, 8 maggio 2000