Tutela del lavoro atipico

ATTO 2049-A SENATO DELLA REPUBBLICA
RELAZIONE DELLA 11a COMMISSIONE PERMANENTE (LAVORO, PREVIDENZA, SOCIALE
Comunicata alla Presidenza il 5.12. 1997
SUL DISEGNO DI LEGGE
Norme di tutela dei lavori "atipici"
d’iniziativa dei senatori SMURAGLIA, DE LUCA Michele, PELELLA, GRUOSSO, PILONI, LARIZZA, TAPPARO, ARLACCHI e BATTAFARANO
COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 29 GENNAIO 1997
DISEGNO DI LEGGE
Testo proposto dalla Commissione
Norme di tutela dei lavori "atipici"
Art. 1.

1. Ai contratti che implicano una prestazione lavorativa, con carattere di continuità e comunque in forma temporalmente definita, non meramente occasionale e in rapporto di coordinamento rispetto alla complessiva attività del committente, non riconducibile né alla tipologia del lavoro subordinato né a quella del lavoro autonomo, e indipendentemente dall’ambito aziendale o extra aziendale in cui si svolga la prestazione stessa, si applicano le seguenti disposizioni:

a) gli articoli 1, 8, 14 e 15 della legge 20 maggio 1970, n. 300;

b) la legge 9 dicembre 1977, n. 903, e la legge 10 aprile 1991, n. 125;

c) le disposizioni in materia di sicurezza e igiene del lavoro previste dal decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni, nonché dalla direttiva 91/383/CEE del Consiglio, del 25 giugno 1991, in quanto compatibili con la natura del rapporto e con le modalità della prestazione lavorativa.

2. La contrattazione collettiva può prevedere l’estensione, in tutto o in parte, delle disposizioni della presente legge, anche a rapporti di durata inferiore a quella minima prevista dall’articolo 2, comma 1, lettera e), che non abbiano carattere di mera occasionalità.

Art. 2.

1. I contratti di cui all’articolo 1, comma 1, devono essere stipulati in forma scritta e devono indicare:

a) l’oggetto della prestazione;

b) i criteri di determinazione del corrispettivo, che in ogni caso deve essere proporzionato alla quantità e qualità del lavoro, e comunque non inferiore ai minimi previsti, per prestazione analogiche, dalla contrattazione collettiva del settore o della categoria affine, ovvero ai compensi medi in uso per lo stesso ramo di attività;

c) i tempi di pagamento del corrispettivo e la disciplina dei rimborsi spese;

d) l’eventuale facoltà del prestatore di lavoro di avvalersi, sotto la propria direzione e responsabilità, di sostituti e ausiliari resi noti al committente e da questi accettati;

e) la durata minima del contratto, in ogni caso non inferiore a tre mesi, salvo che per i rapporti destinati per loro natura a concludersi in un periodo di tempo inferiore;

f) la previsione di un congruo periodo di preavviso per il recesso;

g) il rinvio alla contrattazione collettiva per la definizione di modalità, forme e termini di legittima sospensione del rapporto, in caso di malattia o infortunio.

Art. 3.

1. Il contratto cessa al momento della realizzazione del programma o della fase di esso che ne costituisce l’oggetto, salva diversa volontà espressa dalle parti nel contratto scritto.

2. Alla cessazione del rapporto, qualora il committente intenda procedere alla stipulazione di un contratto di tipo analogo e per lo stesso tipo di prestazione, spetta al prestatore di cui all’articolo 1 il diritto di preferenza rispetto ad altri aspiranti qualora lo stesso non abbia subito fondate contestazioni circa la prestazione effettuata o non sia stata anticipata, per ragioni giustificate ed obiettive, la cessazione del rapporto di lavoro rispetto alla sua durata contrattualmente fissata.

3. All’atto della cessazione del rapporto è dovuta al prestatore una indennità pari al 10 per cento dei compensi complessivamente percepiti. L’indennità non è dovuta:

a) nel caso di stipulazione di un ulteriore contratto, o di prosecuzione del precedente, a seguito dell’esercizio del diritto di prelazione di cui al comma 1;

b) nel caso di recesso da parte del prestatore senza giustificare ragioni;

c) nel caso di recesso da parte del committente per ragioni giustificate e obiettive, tali da non consentire, in nessun caso, la prosecuzione del rapporto.

Art. 4.

1. Il regime fiscale applicabile ai rapporti di cui all’articolo 1 è quello previsto dalla lettera a) del comma 2 dell’articolo 49 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.

Art. 5.

1. Tutti coloro che svolgono le prestazioni di cui agli articoli da 1 a 4 sono iscritti alla gestione speciale di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335. Il Governo emana, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, un regolamento attuativo, in armonia con i criteri generali della citata legge n. 335 del 1995 e dei decreti del Ministro del lavoro e della previdenza sociale 2 maggio 1996 numeri 281 e 282, al fine di realizzare una disciplina organica della materia, in modo da consentire un equo rapporto anche con l’ente o cassa cui il cui soggetto sia già iscritto e disciplinare in modo adeguato la ricomposizione delle posizioni assicurative frazionate, evitando o riducendo, per quanto possibile, oneri finanziari aggiuntivi a carico dell’interessato. Il regolamento dovrà inoltre prevedere i trattamenti o gli eventuali rimborsi dovuti all’interessato, qualora non siano raggiunti, né raggiungibili, per ragioni obiettive, i minimi contributivi previsti per le prestazioni e i trattamenti previdenziali.

Art. 6.

1. Competono ai prestatori di lavoro di cui all’articolo 1:

a) il diritto di organizzarsi in associazioni di categoria o di settore o di ramo di attività;

b) il diritto di aderire ad organizzazioni sindacali di settore o di categoria, non ché ogni altro diritto sindacale compatibile con la particolare struttura del rapporto;

c) il diritto di aderire ad organizzazioni o associazioni anche intercategoriali, conferendo ad esse specifici poteri di rappresentanza;

d) il diritto a ricevere le informazioni previste dalla contrattazione collettiva;

e) il diritto a partecipare alle assemblee indette dalle rappresentanze sindacali aziendali, all’interno delle unità produttive delle aziende.

2. Ulteriori forme di rappresentanza e di esercizio delle attività sindacali potranno essere individuate in sede di contrattazione collettiva.

Art. 7.

1. Il Governo è delegato ad emanare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge e previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, una disciplina, in via regolamentare, del trattamento economico di maternità, commisurata alla particolare natura dei rapporti di cui alla presente legge. Tale trattamento deve comunque essere di misura non inferiore a quella prevista dall’articolo 4 della legge 29 dicembre 1987, n. 546, per la qualifica impiegatizia; lo stesso regolamento disporrà per quanto attiene alla copertura degli oneri, che in nessun caso devono gravare sulla lavoratrice interessata.

Art. 8.

1. Le disposizioni di cui agli articoli 1, 2, 3, 4, 6, 9, 10, 11 e 12, si applicano anche alle prestazioni di elevata professionalità o di particolare specializzazione che si svolgono in condizioni analoghe a quelle sopra richiamate ed eventualmente anche in forma continuativa e in condizioni di autonomia, nei soli limiti del rispetto del programma generale predisposto dal committente, con connotati eminentemente personali, nonché a quelle che si svolgono in luoghi o centri diversi dalla struttura aziendale, con utilizzo di tecnologie informatiche e di apparecchiature telematiche.

2. Le disposizioni della presente legge, in quanto compatibili, si applicano anche ai soci lavoratori di cooperative di produzione e lavoro.

Art. 9.

1. Il controllo sull’osservanza delle norme della presente legge compete agli organismi dell’Ispettorato del lavoro competenti per territorio. L’inosservanza delle disposizioni di cui all’articolo 2 è punita con una sanzione pecuniaria di importo non inferiore, nel minimo, al doppio della totalità dei compensi previsti per l’intera durata della prestazione lavorativa e, nel massimo, al quadruplo di tale importo. Con decreto del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, da emanare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definiti il procedimento e gli organi competenti ad applicare le sanzioni.

Art. 10.

1. Qualora venga accertato che il rapporto costituito ai sensi degli articoli 1 e 2 è in realtà di lavoro subordinato, esso si converte automaticamente in rapporto a tempo indeterminato, con tutti gli effetti conseguenti e con la perdita, da parte del committente, di ogni beneficio, sgravio o agevolazione di cui egli si trovi a godere all’atto dell’accertamento, con le modalità e nei termini di cui all’articolo 36, commi terzo e quarto, della legge 20 maggio 1970, n. 300. Si applica, inoltre, la sanzione prevista dall’articolo 9.

Art. 11.

1. Qualora il committente, che ha in atto rapporti qualificati formalmente come appartenenti alla tipologia di cui alla presente legge, decida spontaneamente di farli rientrare nello schema di cui all’articolo 2094 del codice civile, il rapporto godrà dei benefici, sgravi o incentivi eventualmente riservati alle nuove assunzioni. Per il pregresso, si applica, in quanto compatibile, la disciplina di cui all’articolo 5 del decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608, ed all’articolo 23 della legge 24 giugno 1997, n. 196.

Art. 12

1. Le controversie relative ai contratti di cui agli articoli 1 e 8 rientrano nella competenza funzionale del pretore del lavoro; per il procedimento, si applicano le disposizioni di cui agli articoli 409 e seguenti del codice di procedura civile.

Art. 13.

1. Al primo comma dell’articolo 2751-bis del codice civile, dopo il numero 5-bis, è aggiunto il seguente:

"5-ter) i compensi dovuti ai prestatori di attività lavorative con carattere di continuità, non riconducibili alla tipologia del rapporto di lavoro subordinato".

Art. 14.

1. Trascorsi due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro del lavoro e della previdenza sociale riferisce, entro novanta giorni, alle competenti Commissioni parlamentari del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati, sull’attuazione della legge stessa sulla sua concreta efficacia e sugli effetti prodotti, sulla base dei dati e delle informazioni preventivamente acquisiti dagli organi di vigilanza.