Lettera aperta


Part-Time all’infinito !!!??
 

Vi raccontiamo una storia che a tutt’oggi è purtroppo tragicamente  attuale, benché risalga a più di sei anni fa.

Il tutto ha inizio nel lontano 1994, quando un nutrito gruppo di giovani venne assunto dall’Azienda con contratto a tempo determinato in regime di part-time e che, allo scadere del periodo, venne prorogato ulteriormente.
Con grande sorpresa e inaspettatamente, però, concluso il periodo di lavoro suddetto, nonostante le continue rassicurazioni da parte aziendale, non c’è stato alcun seguito a tale rapporti.
Ripetuti sono stati i contatti con la Telecom da parte dei lavoratori interessati, ma il risultato non è andato oltre la totale noncuranza nei confronti del problema. Ed è proprio in conseguenza di tale atteggiamento da parte dell’Azienda, che siamo stati costretti ad adire le vie legali, per vedere tutelati i nostri diritti.
A dimostrazione della liceità delle nostre ragioni, nel 1998 siamo stati finalmente reintegrati nei nostri posti di lavoro, vedendo affermato il principio per il quale nella fattispecie l’Azienda Telecom ha usato lo strumento contrattuale "a termine" in maniera alquanto disinvolta.
Oggi, a distanza di anni, continuiamo ad essere personale in "sospeso" e nel più totale stato di incertezza.
Questa condizione di incertezza è aggravata dal fatto che molti di noi, nel tempo, hanno preso ordinari percorsi di vita, come il matrimonio ed i figli. Questo perché i ragazzi di allora sono gli uomini di oggi, la cui età media si aggira intorno ai trenta anni.
Va anche detto che i soggetti in questione rispondono certamente alle specifiche esigenze di un’Azienda all’avanguardia nel settore delle Telecomunicazioni, per avere tutti una formazione scolastica (in maggioranza periti tecnici) idonea agli scopi aziendali.
A peggiorare la gravità della vicenda esposta, non va taciuto che l’essere un lavoratore occupato in regime di part-time all’età di trenta anni, non è certo motivo di soddisfazione per noi, come non lo è per tutti gli altri dipendenti, che versano nelle nostre stesse condizioni da anni.
E, anche se sul capo di questi non pende la nostra "spada di Damocle", siamo a loro accomunati dalle medesime aspettative di PIENA OCCUPAZIONE.
Lavorare in regime di part-time, oggi, è un sacrificio che sopportiamo sia materialmente che moralmente, a causa della turnistica di orari e della precarietà in cui ci troviamo.
Lavorare in regime di part-time significa lavorare sì per metà giornata, ma anche con metà retribuzione.
Questa condizione, infatti, non ci permette di vivere dignitosamente, al punto di non poter soddisfare le più comuni esigenze di vita.

Quando lavoreremo a full-time?

Stiamo parlando della Telecom, che tutti sappiamo essere un fiore all’occhiello del sistema Italia, una grande realtà mondiale, con risultati che sono sotto gli occhi di tutti; eppure è la stessa società che ancora ignora vecchie situazioni come questa.

Siamo stanchi di rivolgere questa domanda sempre ed esclusivamente a noi stessi: ora la rimandiamo alla dirigenza della TELECOM e a tutti quegli organi, che sono preposti a risolvere una situazione ormai diventata insostenibile, per ridare dignità alle persone, che da anni vivono in uno stato di estrema precarietà.
 
 

COMITATO PROMOTORE LAVORATORI TELECOM.